G8 Genova: 45esima udienza

Quarantacinquesima udienza del processo per devastazione e saccheggio durante il G8 di Genova. La difesa ottiene le registrazioni della sala operativa dei Carabinieri per la giornata del 20 luglio 2001
A cura di amisla

Udienza sulla carta interessante, che fila via liscia in un gioco di posizioni che si conclude con l’ottenimento – da parte della difesa – delle registrazioni audio della centrale operativa dei Carabinieri del 20 luglio 2001, fino ad oggi non ancora analizzate.

Primo teste e’ Paolo Nardelli- congedatosi il 10 agosto 2001 dall’Arma – all’epoca dei fatti capitano del 1°e il 2° plotone della Compagnia CCIR Charlie dei Carabinieri, il contingente di circa un centinaio di uomini a disposizione del responsabile del corteo delle tute bianche Angelo
Gaggiano, dislocato il 20 luglio 2001 in piazza Verdi e protagonista di varie cariche
in via Tolemaide.

La ricostruzione di Nardelli incappa in ambiguita’ in relazione ai tempi: come nella propria relazione di servizio Nardelli indica le 14.45 come orario di partenza della propria azione in Tolemaide; in realta’ dai video proposti dalla difesa l’orario sembrerebbe diverso, come testimoniano le telecamere del traffico che riprendono le cariche dei Carabinieri.

Dalla deposizione di Nardelli emerge uno dei tormentoni di questo processo: la catena di comando delle forze dell’ordine infatti risulta piuttosto lacunosa, controversa e non priva di buchi neri tutti da indagare (per quanto lo stesso Graci, teste odierno, o Tesser, comandante provinciale di Genova dell’Arma dei carabinieri, si siano in questi anni ostinati a dichiarare il contrario).

Secondo teste e’ l’ispettore della Squadra Mobile di Genova Maurizio Apicella, che effettua il riconoscimento di uno degli imputati. Se nei riconoscimenti delle scorse udienze erano emersi dati particolari rispetto ai metodi di identificazione e creazione degli archivi Digos, nel caso
odierno, come gia’ in altri, il riconoscimento avviene anche attraverso altre foto che la procura mostra al teste, dove compare solo una persona, cui viene chiesta la corrispondenza con l’imputato precedentemente riconosciuto. Un metodo decisamente bizzarro per verificare la memoria di un ispettore piuttosto zelante.

Terzo teste e’ Andrea Poli, Ispettore Superiore della Questura di La Spezia: anche in questo caso il riconoscimento avviene con il metodo consueto, attraverso fotografie in cui compare solo il presunto imputato.

Il quarto teste e’ un teste della difesa, Salvatore Graci, all’epoca dei fatti coordinatore della centrale operativa dei carabinieri al Forte San Giuliano. Graci inizia l’esame della difesa con la spiegazione di come funzionava tutto l’impianto comunicativo tra le forze dell’ordine, rinforzato ad hoc per il g8.
Veniamo a sapere che la centrale operativa, o quanto meno Graci, il  responsabile, ha avuto modo di scoprire la gravita’ di quanto stava accadendo per le strade di Genova "alle 17 e 30 del 20 luglio per una chiamata di una cittadina che chiedeva un’ambulanza per un manifestante
arrotato in Piazza Alimonda"; lo stesso Graci sottolinea che al vertice delle operazioni, anche quelle che prevedevano l’utilizzo di contingenti dell’Arma, era la Polizia e di conseguenza la Questura, come a ribadire una linearita’ delle operazioni smentita dalla titubanza di molti testi
nel momento in cui sono da mettere in fila movimenti, spostamenti, cariche, orari.

Infine il Presidente stabilisce, di comune accordo con le parti, il metodo

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