Exa: armi leggere per la caccia all’uomo

Ieri 17 aprile, a Brescia, terza giornata di esposizione delle armi leggere della fiera Exa, la terza al mondo per ampiezza espositiva; presentata come vetrina di armi sportive e dell’outdoor, ha anche una vasta esposizione di armi da difesa personale e articoli antisommossa in dotazione alle forze dell?ordine di tutto il mondo, vendute illegalmente e impiegate nei conflitti. Ieri è stata anche la giornata della contro-fiera Expa, caratterizzata dal processo alla Exa, con un vero Tribunale popolare, organizzato dalla rete dei GAN, Gruppo Azione Nonviolenta e da mobilitazioni da parte di gruppi e associazioni lombarde.
A cura di amismp

La EXA è imputata dal Tribunale popolare perchè promuove la produzione e
il commercio di armi leggere. Secondo gli studi dell’ONU, tra il 1990 e
il 2000 le sole armi leggere hanno provocato nel mondo più di 5 milioni
di morti – la metà dei quali bambini- e 2,5 milioni di disabili gravi.
Lo stesso Kofi Annan, segretario generale dell’ONU, ha dichiarato che
«Le armi leggere sono armi di distruzione di massa». E proprio Brescia
rappresenta per l’Italia la zona a maggior produzione di armi leggere
con 137 imprese raggiungendo il 31,9% del totale italiano di armi e
munizioni. Col resto della Lombardia si arriva quasi al 40% dell’export
nazionale. Tra le ultime commesse che sono state raggiunte dalla
capofila Beretta c’è la fornitura d’armi alla polizia irachena. Ecco
perchè Exa non può rimanere una questione della sola Lombardia.
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