Cina e diritti umani

Proteste all’Alto Commissario ONU per i diritti umani Louise Arbour contro l’arresto dell’attivista per i diritti umani Dolkun Isa, Uiguro che vive in Germania.
A cura di amispmp

(comunicato Apm)
Gli agenti della sicurezza delle Nazioni Unite, dopo l’intervento della Cina, avevano negato a Isa l’accreditamento presso la Commissione ONU per i diritti umani a Ginevra già lo scorso giovedì e lo avevano consegnato alla polizia svizzera.
Secondo l’associazione per i popoli minacciati, è’ scandaloso che l’ONU si lasci influenzare dal peggior persecutore del mondo su chi considerare attivista per i diritti umani. L’arresto di Isa è un precedente pericoloso. Se le Nazioni Unite non pongono rimedio immediatamente un sopruso del genere, diventa pericolosissimo per le vittime delle violazioni dei diritti umani riferire sulle loro persecuzioni presso la Commissione per i diritti umani a Ginevra. Solo dopo cinque ore di interrogatorio e l’intervento dell’APM e delle autorità governative svizzere, Dolkun Isa è stato rilasciato.

L’arresto si basava su informazioni arrivate dal Ministero degli Interni cinese che considera il Congresso mondiale dei giovani uiguri presieduto da Isa una "organizzazione terroristica". Dal 2003 la Cina ha preteso più volte la messa al bando dell’organizzazione con sede a Monaco, il trasferimento a Pechino dei membri dell’associazione e la confisca dei beni dell’associazione. Le autorità tedesche ed europee sono riuscite finora a difendere il pacifico attivista per i diritti umani da questa criminalizzazione giustificata dalla lotta contro il terrorismo. Se le Nazioni Unite affrontano questa infondata condanna senza giudizio critico e senza ulteriori approfondimenti, si mostrano come servitori della Cina e si giocano la loro già poca credibilità in quanto a diritti umani. Chi sostiene gli abusi della Cina nella lotta mondiale al terrorismo, legittima e incoraggia anche la sua politica di repressione degli Uiguri nella regione dello Xinjiang (Turkestan orientale).

La Cina agisce contro la popolazione uigura nel Turkestan orientale attraverso detenzioni arbitrarie, chiusure di moschee, distruzione di libri, razzie, torture ed esecuzioni capitali. Chi si pone a favore dei diritti degli Uiguri è considerato un "terrorista"; così anche altri attivisti cinesi per i diritti umani in esilio in Germania vengono sistematicamente criminalizzati come "terroristi" e le autorità cinesi limitano la loro libertà d’azione. Le ambasciate cinesi divulgano nei loro paesi ospitanti delle "liste nere" e fanno pressione affinché le autorità impediscano loro la permanenza o la libertà di circolazione. La "nuova Cina" di cui tanto parlano molte istituzioni e governi europei quando si pronunciano sulla fine dell’embargo sulle armi da parte dell’Unione Europea, non è solo un’ambiziosa potenza economica ma anche una vera dittatura, che con metodi sempre più repressivi fa tacere tutte le voci critiche sia all’interno sia all’estero.

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