Amnistia e indulto: la farsa della politica

In questi giorni diversi politici italiani hanno ricordato l’appello di Giovanni Paolo II a favore di sconti di pena per i carcerati fatto durante la storica visita a Montecitorio il 14 nov 2002. La necessità, affermano all’unisono, è di riprendere la discussione su amnistia e indulto. Ma la situazione nelle carceri, al di là della parole, resta immutata.
A cura di amispm

Diversi uomini politici in questi giorni hanno riportato all’attenzione la questione amnistia e l’appello del Papa. Pier Ferdinando Casini, Presidente della Camera, lo ha ricordato mercoledì in Parlamento, mentre Marcello Pera, Presidente del Senato, lo ha ribadito ai microfoni di Radio Radicale. L’on. Gaetano Pecorella, presidente della Commissione Giustizia della Camera, ha affermato: "Abbiamo tutti il dovere morale e politico di dare una risposta sulla questione dell’amnistia che da anni si trascina senza che ciascuno prenda con chiarezza una posizione. Per questo – si impegna Pecorella – riprenderà dal 6 aprile l’iter in Commissione Giustizia della Camera delle proposte di legge su amnistia e indulto sino a pervenire ad un voto finale, positivo o negativo che sia". Ma il verde Paolo Cento avverte: ?Su amnistia non si illudano i detenuti, si verifichino invece con serietà e celerità se esistono le condizioni?.
Vittorio Antonini, coordinatore dell’associazione Papillon Rebibbia, afferma di non credere alle recenti dichiarazioni nè alle iniziative di Marco Pannella e Marco Rigamò, di Radio Sherwood, avverte: "In questo modo si creano inutili aspettative nei detenuti".

Le sette amnistie più importanti in Italia:

22 GIUGNO 1946: è passata alla storia come ”l’amnistia Togliatti”. Venne varata 20 giorni dopo il referendum repubblica-monarchia, in clima di pacificazione nazionale, e ne beneficiarono infatti tutti coloro che erano rimasti compromessi con la Repubblica di Salò. (Portò alla scarcerazione di 11.800 detenuti politici).

19 DICEMBRE 1953: rappresenta ancora il più vasto provvedimento di clemenza del dopoguerra, grazie al quale la pena dell’ergastolo veniva commutata in quella di dieci anni per tutti i reati politici, comunque legati alla guerra, commessi tra l’8 settembre 1943 e il 18 giugno 1946.

11 LUGLIO 1959: è la più importante amnistia tributaria. Il decreto mise ordine in materia di violazione delle norme doganali, delle imposte di fabbricazione di monopolio e di alcuni reati di evasione fiscale.

4 GIUGNO 1966: mirò a sfoltire i processi in corso e ad alleggerire la sovrappopolazione delle carceri. Vennero amnistiati i reati con pene massime di tre anni.

22 MAGGIO 1970: il decreto cancellò tutti i reati con pena detentiva non superiore ai cinque anni di reclusione commessi, anche con finalità politiche, in occasione di manifestazioni sindacali e studentesche.

4 AGOSTO 1978: il provvedimento voleva anticipare la riforma dei codici. Riguardava i reati punibili fino a tre anni di reclusione. Erano esclusi vari reati tra cui (nell’anno del sequestro Moro) quelli di terrorismo.

18 DICEMBRE 1981: cancellò tutti i reati che prevedevano una pena di tre anni con l’esclusione, tra gli altri, dei reati di peculato, corruzione, frode alimentare e terrorismo (Ne beneficiarono oltre 10.000 detenuti).

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