Sudan: “Fronte dell’est” pone condizioni a Khartoum

Le condizioni dei ribelli dell?Est del Sudan, riuniti nel neonato ?Fronte dell?Est?,per avviare i colloqui con le autorità di Khartoum.
A cura di amismp

A metà febbraio i due principali movimenti armati anti-governativi ? il ?Congresso Beja? e i ?Leoni Liberi?, espressione della tribù Rashaida ? si erano uniti dichiarandosi pronti a un accordo di pace con Khartoum sul modello dell?intesa firma a gennaio tra le autorità e gli indipendentisti del Sud-Sudan.
Ora per aprire la trattativa ed evitare che lo scontro nella zone est del Paese si trasformi in un conflitto come quello del Darfur, nell?ovest del Sudan, i ribelli avanzano alcune richieste. Chiedono di assicurare alla giustizia i responsabili dei "crimini" compiuti alla fine di gennaio a Port-Sudan, sul Mar Rosso, dove una sommossa ? secondo le autorità organizzata dagli stessi ?Beja? ? venne repressa nel sangue, con l?uccisione di 14 persone secondo le autorità di Khartoum e 36 secondo gli anti-governativi; centinaia di persone, inoltre, erano state arrestate. "I criminali devono essere giudicati da un tribunale internazionale" ha detto Salah Barqueen, uno dei dirigenti del Fronte, aggiungendo che in quella circostanza "più di 500 persone vennero arrestate". Il Fronte dell?Est ha annunciato che i rappresentanti di altre comunità etniche aderiscono aderire alla loro iniziativa politica, che rivendica una "giusta distribuzione" delle risorse nazionali a favore della popolazione che vive nelle zona orientali del Sudan.
Top