Sgrena: un’ipotesi inaccettabile

Secondo la stampa statunitense l’attacco in cui è morto Nicola Calipari non era premeditato. “È comprensibile che Sgrena sia sotto shock, ma le sue accuse sono infondate” scrive Marc Cooper sul settimanale statunitense La Weekly.
A cura di amisla

 "Dopo aver superato la dura prova del sequestro, la Sgrena ha il
diritto morale di dire e fare quello che vuole per il resto della sua
vita. Ma detto questo ? prosegue Cooper ? non ritengo fondate le
allusioni della giornalista né le accuse dirette del suo compagno Pier
Scolari, secondo il quale gli americani avrebbero deliberatamente
sparato sulla macchina che stava portando Sgrena all’aeroporto.
Considerato il profondo rispetto che ho per il quotidiano Il Manifesto,
per me è ancora più difficile criticare queste affermazioni. Tuttavia
considero scioccante che, sulla base di pochissime informazioni, il
giornale per cui lavora Sgrena abbia sostenuto che l’attacco è stato
‘un omicidio premeditato’. A mio parere le idee politiche della
giornalista italiana ? in particolare la sua drastica opposizione alla
guerra in Iraq ? hanno pesato sull’interpretazione del tragico
incidente in cui è morto Nicola Calipari".
 
Anche secondo il columnist del Boston Globe H. D. S.
Greenway le dichiarazioni di Giuliana Sgrena sono inverosimili:
"Italiani e americani sono d’accordo solo nel ritenere che si è
trattato di un ‘terribile incidente’. Per il resto le versioni
ufficiali dei rispettivi governi divergono quasi su ogni punto. Per
quanto riguarda la giornalista del Manifesto, le sue ipotesi sono
inaccettabili. Anche se dopo aver passato un mese nelle mani dei
rapitori è comprensibile che sia psicologicamente provata".
 
Sul Baltimore Sun Jules Witcover parla delle conseguenze
involontarie della guerra: "La vicenda di Giuliana Sgrena è l’ennesimo
capitolo della stessa storia: l’invasione dell’Iraq voluta da George W.
Bush ha messo l’America in una posizione delicata. Il ferimento della
giornalista e l’uccisione di Calipari hanno alimentato
l’antiamericanismo in Italia, dove l’opposizione alla guerra si scontra
con le decisioni del governo. La serie di ‘conseguenze involontarie?
della guerra ha generato profondi dubbi e ripensamenti sulla diplomazia
e la politica degli Stati Uniti".

Camilla Desideri (Internazionale)

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