Bolkestein = Frankestein

Privatizzazione dei servizi e dell’istruzione, minore discrezionalità delle autonomie locali e nazionali, ma suprattutto l’assunzione del “principio del paese d’origine”, che stabilisce come un prestatore di servizi sia esclusivamente sottoposto alla legge del paese dove ha sede legale, e non più alla legge della nazione dove fornisce il servizio. Queste le linee di massima della direttiva Bolkestein.
A cura di amisla

Il 19 marzo a Bruxelles, al grido di ”Bolkestein uguale Frankestein” oltre 60.000 lavoratori dell’Unione europea hanno chiesto una profonda modifica del progetto di direttiva sulla liberalizzazione dei servizi, che prene il nome dell’ex commissario Bolkestein, per chiedere di non abbandonare il modello sociale europeo e trasformare l’Europa in un’altra America.

L’europarlamentare Vittorio Agnoletto, deputato europeo della Sinistra unitaria, ha dato una ”valutazione estremamente positiva della giornata perchè forse questo può rappresentare veramente l’atto fondativo di un movimento sociale europeo”. Agnoletto si è detto ”colpito” dalla presenza di Solidarnosh della Polonia e di una delegazione arrivata dall’Ungheria. ”Questa non e’ una manifestazione di solidarieta’ con qualcun altro – ha concluso -, ma e’ forse la prima volta che c’e’ una piattaforma sociale condivisa, che e’ quella dell’Europa sociale, che e’ ‘no’ alla direttiva Bolkestein, ma anche ‘no’ alla direttiva sull’orario di lavoro”.

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