Sudan: chi giudicherà i crimini in Darfur?

La Francia ha presentato oggi al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite un progetto di risoluzione affinché i responsabili dei crimini e delle violenze commesse in Darfur, vengano giudicati dalla Corte penale internazionale (Cpi)
A cura di amisac

Il governo del Sudan ha già fatto sapere in passato che rifiuta la competenza del Tribunale dell?Aja. La proposta francese non è stata bene accolta nemmeno dagli Stati Uniti. Per i crimini in Darfur, Washington, che non ha aderito al trattato sulla Corte penale internazionale e non riconosce la sua giurisdizione, sostiene l?istituzione di un tribunale ad hoc come quello creato per la Yugoslavia e per il Rwanda. Più morbida sembra invece la soluzione prospettata dalla Nigeria, che ha proposto la costituzione di una commissione per la giustizia e la riconciliazione.

 Questa soluzione potrebbe essere fatta propria anche dall?Unione africana, che mantiene in Darfur una forza di interposizione di oltre duemila militari. Il ruolo dell?Ua appare tuttavia controverso. Nata il 9 luglio del 2002, l?organizzazione degli stati africani è impiegata in un?intensa attività diplomatica per promuovere una soluzione pacifica al conflitto e rilanciare la propria immagine sul piano internazionale, ma stenta ad affermarsi come autentico attore per la soluzione delle crisi nel continente.

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