Quanti giorni all’alba?Il no alla guerra con il digiuno

Il gruppo interreligioso rilancia con forza il digiuno a staffetta “Quanti giorni all’alba?”, iniziato pochi giorni prima della liberazione di Giuliana Sgrena.
A cura di amismp

Sono molte le persone, le comunità, le associazioni, i movimenti, le reti
che hanno aderito all’iniziativa "Quanti giorni all’alba?".
Attraverso un digiuno pubblico e comunitario in tanti hanno chiesto la
liberazione di Giuliana e degli altri sequestrati, il ritiro delle truppe
del nostro paese dall’Iraq, la fine dei bombardamenti su Ramadi e
l’apertura di un corridoio umanitario e la fine dell’utilizzo delle bombe
a grappolo (cluster bombs). C’è stata in questo paese una risposta forte
e trasversale, soprattutto interreligiosa (cristiani, musulmani ed ebrei
hanno digiunato).
Andiamo avanti allora. Continuiamo il digiuno che rappresenta un grido
sofferto per il popolo iracheno e per tutti i popoli che vivono
situazioni di conflitto.
Il nostro vuol essere un digiuno pubblico e comunitario.
Per questo a tutti coloro che digiunano chiediamo:
a) astenersi dal cibo da mezzanotte a mezzanotte oppure astenersi dal
cibo e dai liquidi dall’alba al tramonto (come praticato dai nostri
fratelli musulmani)
b) portare una fascia bianca al braccio
c) inviare un fax alla presidenza del consiglio (06/67793169) oppure una
e-mail a notizie@governo.it per annunciare la propria adesione al
digiuno
d) indire nel giorno del digiuno nella propria città o nel proprio
quartiere un momento pubblico per coscientizzare la gente sul dramma
della guerra in Iraq
e) inviare la propria adesione al sito
www.pergiuliana.org
(in attesa di aprire un nuovo sito)
Dato che questo digiuno è un’azione pubblica e politica, tutti i
giovedì dalle ore 17,30 alle 19,30 un gruppo di persone sarà presente a
Roma davanti al Parlamento.
E’ necessario mettere a disposizione tutta la creatività, tutto
l’impegno possibile affinché l’Iraq, il nostro paese, l’umanità tutta
possano vivere un futuro di pace.
La guerra infinita va avanti, è nostro dovere sovvertire questa verità
imposta dall’alto. E’ importante farlo partendo dal basso al di là
delle singole culture di appartenenza, coinvolgendo tutte le realtà,
organizzate e non, che si oppongono a un sistema di violenza che fa
della guerra lo strumento per mantenere l’oppressione dei popoli.
Con la certezza di essere insieme e tanti e con la speranza di essere
sempre di più, invitiamo tutti ad aderire a questo digiuno e a
parteciparvi secondo le proprie possibilità. A chi per diversi motivi
non potesse digiunare chiediamo comunque di portare la fascetta bianca
al braccio e di inviare un fax o una e-mail di adesione per
testimoniare la propria voglia di pace.
Andiamo avanti con coraggio, digiunando a staffetta fino al ritiro
delle truppe italiane dall’Iraq. Allora quanti giorni all’alba?
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