Europa: ”nuovo patto di stabilità segnale d’allarme”

Varato ieri a Bruxelles l’accordo per il nuovo patto di stabilità dell’economia europea. Alle critiche della Banca Centrale Europea, sia aggiungono anche quelle di altro tono dell’associazionismo impegnato a contrastare il libero mercato.
A cura di amisla

Mentre nelle capitali europee si brindava con parole di giubilo all’ accordo dei ministri finanziari, i mercati obbligazionari dell’Europa hanno segnato bruschi ribassi fin dal primo mattino. Dalla Bce una insolitamente tempestiva nota piuttosto secca che sottolinea come l’Eurotower sia "seriamente preoccupato" per le modifiche previste al Patto.
Critiche ben più radicali, non solo sul tema del patto di stabilità ma su quello più generico del libero commercio vengono da Trade Watch, osservatorio italiano sul commercio internazionale, si lancia un appello a partecipare alla setimana di mobilitazione che andrà dal 10 al 16 aprile, la "Global week action".

"Il libero commercio – si legge in un loro comunicato – non funziona. Ma ora non se ne accorgono soltanto le ong, i movimenti, le organizzazioni della società civile e del commercio equo e solidale che da molti anni si battono per cambiare le regole del commercio internazionale nel rispetto dei diritti umani, del lavoro e della sovranità alimentare in tutto il mondo. I dazi, misura da più parte invocata per proteggere i nostri distretti produttivi sono, di fatto, inapplicabili per le stesse regole della Wto.

Sino a poco tempo fa erano solo i paesi del sud del mondo a maledire questa sorta di ‘campo di calcio’ in cui tutte le imprese mondiali dovrebbero agire garantite dalle stesse regole, ma in cui i piccoli produttori rimangono in panchina, o vengono espulsi dal campo, e i paesi politicamente più potenti con le loro imprese spostano addirittura le porte per impedire di farsi fare gol. In tutto il mondo, dal 10 al 16 aprile prossimi oltre 10 milioni di persone e migliaia di organizzazioni in 70 Paesi del mondo si sono mobilitati per dire:
Sì al diritto di ognuno al cibo, all’acqua, alla salute, ad una vita dignitosa ed all’istruzione!
No all’imposizione di accordi commerciali ingiusti, liberalizzazioni e privatizzazioni indiscriminate!"

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