Tribunale contro razzismo in Guatemala

Riprenderanno in Guatemala le attività del ?Tribunale di coscienza contro il razzismo e la discriminazione?.
A cura di amismp

L’istanza consultiva è nata nel 2002, ma è rimasta quasi subito paralizzata per mancanza di fondi.
Cinque
organizzazioni indigene ? tra cui l?Associazione politica delle donne
Maya e il Coordinamento nazionale delle vedove di guerra (Conavigua) ?
si sono accordate sulla necessità di rilanciare la speciale ?corte?,
incaricata di ?emettere risoluzioni e raccomandazioni di carattere
etico e politico allo Stato, basandosi sui principi di indipendenza,
imparzialità, onestà, obiettività e giustizia?, come ha precisato Juana
Batzibal, dirigente della Commissione consultiva Maya. ?In questo modo
? ha aggiunto Batizabal ? verrà garantita l?esistenza di uno spazio
concreto di denuncia delle persecuzioni subite storicamente dalle
popolazioni Maya?. In Guatemala, la discriminazione contro i nativi
affonda le radici nel passato e continua a persistere colpendo persone
considerate alla stregua di ?cittadini di serie b?: a dimostrarlo,
secondo Batizabal, sono i gravissimi indici di povertà, analfabetismo,
denutrizione, emarginazione culturale e politica relativi alle
popolazioni autoctone. il ?Tribunale di coscienza? nacque nel settembre
di due anni fa a seguito di un caso di razzismo denunciato
dall?antropologa indigena Irmalicia Velasquez Nimatuji, alla quale fu
vietato l?ingresso in un ristorante della capitale perché vestita con
un abito tradizionale Maya; all?epoca, il reato di discriminazione
razziale non era ancora contemplato dalla legislazione nazionale,
nonostante oltre la metà degli 11,2 milioni di guatemaltechi sia
indigena. La legge attualmente in vigore prevede pene da 2 a 6 anni di
carcere, ma finora, nonostante moltissime denunce, una sola inchiesta è
arrivata alla fase processuale, quella per gli insulti proferiti da
simpatizzanti del Fronte repubblicano guatemalteco (Frg), partito
dell?ex-dittatore Efraín Ríos Montt contro la Premio Nobel per la pace
Rigoberta Menchú durante la campagna elettorale del 2003.

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