ISRAELE: ?REFUSENIK? AL LICEO

250 studenti rifiutano il servizio militare indirizzando una lettera al primo ministro israeliano Ariel Sharon, al ministro della Difesa, Shaul Mofaz, e a quello dell?istruzione, Limor Livnat.
A cura di amisla

"L?attuale politica di Israele non è il risultato di necessità relative alla sicurezza, ma di una visione nazionalista-messianica del mondo…. Facciamo appello a tutti i giovani che non hanno ancora prestato servizio militare e a tutti i soldati dell?esercito israeliano affinché riconsiderino il fatto di mettere in pericolo la propria vita e prendere parte a una politica di oppressione e distruzione": 250 studenti liceali lo affermano con una lettera indirizzata ai massimi esponenti del governo israeliano.
Un’analoga iniziativa era stata adottata la prima volta da studenti di liceo il 28 aprile 1970 con una lettera all’allora primo ministro Golda Meir. I ?refusenik? ? termine con il quale si designano gli ?obiettori? che rifiutano il servizio nelle forze armate e che un tempo veniva utilizzato per indicare quegli ebrei ai quali l’Unione Sovietica negava il visto d’uscita? precisano che non accetteranno di prestare servizio nell?esercito e che vorrebbero invece contribuire a una società con strumenti alternativi "che non colpiscono altri esseri umani". Il movimento di coloro che rifiutano il servizio militare in Israele – soprattutto se destinati a farlo nella Striscia di Gaza o in Cisgiordania, cioè i Territori Palestinesi che non riescono a diventare nazione – è vasto e complesso: ne fanno parte i movimenti Yesh Gvul ("A tutto c’è un limite"), Il Coraggio di rifiutare, Nuovo profilo, Shministim e Pilot. "Sono consapevole delle conseguenze del mio gesto" dice ora Alex Kon, 18 anni, uno dei promotori della lettera, che la scorsa settimana si è presentato a una caserma in base a una convocazione ricevuta via e-mail dall?esercito, ma ha scelto di non arruolarsi. "Spero che le forze armate comprendano le mie motivazioni e mi rilascino, ma io non posso fare diversamente. Altrimenti, sono pronto ad andare sotto processo" ha aggiunto. Il quotidiano ?Haaretz? riporta la risposta del presidente israeliano Moshe Katsav alla lettera degli studenti: "Qualcosa è andato nel modo sbagliato quando abbiamo cercato di forgiare le generazioni più giovani". Secondo il capo di Stato, col tempo i giovani "cambieranno attitudine e prospettiva". La missiva degli studenti denuncia anche lo spreco dello Stato ebraico "che perpetua l?occupazione e l?oppressione dei Territori palestinesi, mentre centinaia di migliaia di israeliani vivono in una vergognosa povertà". Questa singolare forma di protesta civile è solo l?ultima di una lunga serie di contestazioni e rifiuti contro la politica militare del governo; pochi mesi fa quattro ufficiali dell?unità d?élite dell?aviazione israeliana in una lettera aperta sui giornali avevano definito "operazioni immorali di punizione collettiva" e "accanimento su civili innocenti" le demolizioni di case palestinesi da parte dello Stato ebraico. Il totale dei "refusenik", a luglio 2004, secondo uno dei siti israeliani che ne tiene il conto, era già di 1396 nonostante la minaccia del carcere militare.
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