Iraq: a cosa sono servite le elezioni?

A più di cinque settimane dalle elezioni la popolazione irachena si domanda a cosa sia servito recarsi alle urne. Dalla fine di febbraio una serie di incontri tra i leader dei diversi schieramenti hanno portato ad un nulla di fatto. L’ultimo, quello tra sciiti e curdi, gli schieramenti che possiedono i due terzi della maggioranza, è stato un fallimento. L’insediamento dell’Assemblea nazionale provvisoria, in programma per il 16 marzo, è solo una data simbolica per dare un segnale alla popolazione?
A cura di amismp


"Abbiamo sfidato la morte per andare alle urne, ma dove sono i politici che abbiamo votato? Dov’e’ il nuovo governo?”. L’angoscioso interrogativo di un
anziano abitante di Baghdad riflette lo stato d’animo di molti iracheni, che vedono il loro Paese sprofondare giorno dopo giorno nel baratro della violenza. (fonte Ansa)

La lista unica sciita, benedetta dal Grande ayatollah Ali Sistani, si e’ assicurata la maggioranza assoluta dei seggi nel parlamento con le elezioni del 30 gennaio e ha designato come suo candidato premier l’islamico moderato Ibrahim Jaafari. Ma la nuova Assemblea nazionale non si e’ ancora insediata. Il governo provvisorio di Iyad Allawi ha voluto inviare un segnale rassicurante alla popolazione, fissando la prima riunione dell’Assemblea nazionale per il 16 marzo, anche se non c’e’ ancora un accordo sul nuovo esecutivo.
Una volta formato il nuovo governo, l’Assemblea dovra’ approntare la bozza della nuovo costituzione, per sottoporla a referendum popolare. Se verra’ approvata, gli iracheni dovranno poi eleggere il nuovo parlamento.


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