Rwanda: apertura tribunali popolari per il genocidio

Aprono oggi, dopo numerosi rinvii, i processi affidati alle migliaia di tribunali popolari ruandesi noti col nome di ‘Gacaca’ (pronuncia ?gaciacia?), che hanno il compito di affiancare la magistratura ordinaria nei procedimenti contro le decine di migliaia di persone incarcerate con l’accusa di aver partecipato al genocidio del 1994.
A cura di amisla

"Il genocidio in Rwanda è stato particolare, molto moderno… L’apertura dei Gacaca potrà essere un primo passo utile per ricostruire la verità sugli accaduti." Dischiara Daniele Scaglione di Amensty Italia nell’intervista.

Dell’apertura dei Gacaca lo riferisce l’agenzia Misna, precisando che una parte delle oltre 9000 corti speciali istituite dal governo ruandese avrebbe finalmente concluso tutti i lavori di preparazione ed è quindi pronta ad avviare i procedimenti. "Non c?è bisogno di ulteriori rinvii, non possiamo permetterci di andare oltre il 10 marzo. È arrivato il momento" ha detto al quotidiano filo governativo di Kigali, ?The New Times?, Augustine Nkusi, portavoce del Segretariato nazionale per i Gacaca. "Possiamo confermare che tutto è pronto perché i processi abbiano inizio. I primi procedimenti verranno avviati oggi" gli ha fatto eco su Hirondelle (agenzia di stampa specializzata sui processi del genocidio ruandese), il presidente del dipartimento nazionale dei Gacaca, Domitila Mukantaganzwa. L’apertura delle migliaia di tribunali tradizionali allestiti nei villaggi – e che daranno la possibilità ai prigionieri, ai sopravvissuti ai massacri di massa di dieci anni fa e ai familiari delle vittime di confrontarsi pubblicamente davanti ai giudici eletti su base locale – è stata più volte annunciata e poi rimandata. Dopo due anni di sperimentazione in circa 750 delle oltre 9.000 giurisdizioni, il sistema dei ‘Gacaca’ è stato corretto e rivisto dalle autorità con l’obiettivo dichiarato di renderlo più efficace. Nelle intenzioni del governo, le corti popolari dovranno processare, prima di tutto, i circa 80.000 detenuti in attesa di giudizio che ancora sono ammassati nelle precarie strutture carcerarie del ‘Paese delle Mille Colline’ con l’accusa di aver preso parte al genocidio. I ‘gacaca’ giudicheranno gli imputati di reati minori mentre chi ha avuto un ruolo di pianificazione e organizzazione delle stragi del ’94 verrà processato dalla magistratura ordinaria o dal Tribunale penale internazionale per i crimini in Rwanda di Arusha (Tanzania). Le associazioni dei sopravvissuti hanno più volte criticato il sistema dei gacaca per la sua lentezza e remissività. Tra aprile e luglio del 1994, in Rwanda vennero massacrate tra mezzo milione e 800.000 persone per mano degli estremisti hutu; altre migliaia furono poi uccise durante la vendetta tutsi nei mesi successivi.

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