Il governo Somalo torna in patria?

Il governo somalo “tornerà in Somalia senza ulteriori ritardi” si legge in un comunicato diffuso dall’ufficio della presidenza keniana.
A cura di amismp Il presidente della Somalia Abdullahi Yusuf Ahmed e quello del Kenya Mwai Kibaki si sono incontrati ieri per un faccia a faccia dedicato al ritorno delle nuove istituzioni somale in Patria. Il
Parlamento, il presidente, il primo ministro e il governo della ex
colonia italiana hanno avuto, sin dalla loro creazione (lo scorso
anno), ospitalità in Kenya, viste le scarse condizioni di sicurezza
attuali della Somalia e soprattutto della sua capitale Mogadiscio.
 Negli ultimi mesi il governo keniano ha aumentato le
pressioni nei confronti delle nuove istituzioni somale perché facciano
ritorno nel proprio Paese, "un trasferimento necessario – spiega il
comunicato – per dare legittimità al governo somalo". Dopo aver
rassicurato il presidente keniano, Yusuf ha ribadito la necessità del
dispiegamento di una missione di pace in Somalia che aiuti le nuove
istituzioni a riprendere il controllo di una terra in preda a
un’anarchia sostanziale da almeno 14 anni, da quando cioè con la caduta
del dittatore Siad Barre, l’ex colonia italiana è finita sotto il
controllo dei tanti ‘signori della guerra’ che a suon di mitra si
contendono fette di territorio e lucrativi affari, leciti e meno
leciti. Yusuf è rientrato nei giorni scorsi dalla prima visita
ufficiale nel proprio Paese, il cui esito è stato definito
"soddisfacente".
Scopo principale del viaggio, fanno sapere alla MISNA
fonti vicine al nuovo parlamento somalo, sarebbe stato l’individuazione
della città che dovrà accogliere la capitale provvisoria della nuova
Somalia, in attesa che la sicurezza a Mogadiscio migliori, magari col
dispiegamento di una forza di pace internazionale (africana o dell’Onu)
che possa avviare, proprio dalla capitale, il processo di disarmo e
reintegro delle molte milizie armate presenti. Tra le città date per
favorite si troverebbe Baidoa. Anche se le nuove istituzioni somale
sono state create cercando di integrare tutte le ?anime? della guerra
somala degli ultimi 14 anni, a Mogadiscio restano forze che continuano
a opporsi al ritorno alla normalità del Paese. Nelle ultime settimane,
una catena impressionante di omicidi mirati contro tutti coloro
(militari, ex politici, funzionari e intellettuali) che a Mogadiscio
avevano pubblicamente appoggiato il ritorno delle istituzioni in
Somalia e attacchi propagandistici destinati alla comunità
internazionale (inclusa la distruzione del cimitero coloniale
italiano), hanno dimostrato che c?è ancora chi non ha nessuna
intenzione di rinunciare ai benefici che l?anarchia somala – il Paese è
stato definito il più ?grande duty free dell?illegalità mondiale? – ha
garantito in questi anni.

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