Sudan: ancora violenze e i presidenti si incontrano in Ciad

I presidenti di Sudan, Ciad e dell’Unione Africana si riuniscono oggi a Ndjamena, in Ciad, per discutere delle modalità con cui garantire il rispetto della tregua – sottoscritta lo scorso aprile e mai realmente entrata in vigore – tra le parti coinvolte nella guerra in corso da due anni in Darfur.
A cura di amismp Il presidente ciadiano Idriss Deby, il sudanese Omar el Beshir, il nigeriano Olusegun Obasanjo (che è anche presidente di turno dell’Unione africana, Ua) e Alpha Oumar Konaré, presidente della Commissione dell’Ua, dovrebbero insieme “rilanciare le condizioni necessarie per riallacciare i colloqui di pace organizzati ad Abuja” e che finora non sono stati in grado di portare nessun risultato concreto.
Contemporaneamente al mini vertice, nella capitale ciadiana si incontreranno anche i membri della Commissione congiunta di verifica del cessate il fuoco in cui siedono i mediatori dell’Ua, esponenti del governo sudanese e dei due movimenti ribelli che combattono il governo. In realtà uno dei due gruppi ribelli – il Movimento per la giustizia e l’uguaglianza (Jem) – ha fatto sapere che potrebbe boicottare l’appuntamento; l’agenzia di stampa sudanese (Suna)ha diffuso dichiarazioni del ministro di Stato per gli Affari Esteri, Najeeb el-Kheir, secondo cui i negoziati di Abuja sponsorizzati dall’ Ua dovrebbero riprendere entro la fine di febbraio.
Intanto fonti delle Nazioni Unite sottolineano che la situazione sul terreno continua a essere molto grave e che dall’inizio di febbraio numerosi episodi di violenza sono avvenuti in tutti e tre gli Stati che compongono la vasta regione al confine col Ciad. Nel Darfur meridionale 2 civili sono stati uccisi venerdì scorso durante un attacco dei Janjaweed contro un villaggio in cui sono stati sottratti anche 1500 capi di bestiame. Quattro persone sono morte ad est di Nyala, capitale del Darfur meridionale, e un mercato è andato semidistrutto in scontri “tribali” (come li ha definiti una nota della ‘Ua), mentre nel Darfur settentrionale elementi dell’Esercito di liberazione del Sudan (Sla), l’altro movimento ribelle, hanno “ripetutamente” attaccato forze governative sudanesi a est di El Fasher. Cominciata nel febbraio del 2003 – quando due gruppi di autodifesa popolare si sollevarono formalmente in armi contro il governo di Khartoum accusato di trascurare la regione e di appoggiare milizie di predoni arabi (Janjaweed) che da anni seminano sconvolgono la zona nel tentativo di appropriarsi di terre e pascoli – la crisi del Darfur ha provocato finora un numero imprecisato di vittime (alcune decine di migliaia per le Nazioni Unite, ‘solo’ 5.000 secondo il governo sudanese) e circa un milione e mezzo di sfollati inclusi 200.000 profughi nel confinante Ciad.

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