NEPAL, USA E EUROPA RICHIAMANO AMBASCIATORI

Gli ambasciatori a Kathmandu di Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti sono stati richiamati in patria ?per consultazioni?, una formula che prelude alla rottura dei rapporti diplomatici.
Lo riferisce l’agenzia Misna.
A cura di amisla La decisione è direttamente collegata alla svolta autoritaria intrapresa circa due settimane fa dal sovrano nepalese re Gyanendra. Fonti vicine alla diplomazia francese hanno riferito all?agenzia ?France Presse? che altri rappresentati dell?Unione Europea presenti a Kathmandu saranno presto richiamati. ?Il licenziamento del governo, la dichiarazione dello stato di emergenza, l?arresto di politici, attivisti per i diritti umani e studenti, e la sospensione dei diritti costituzionali fondamentali fanno retrocedere il Nepal nel percorso verso la democrazia? ha detto da Washington il portavoce del Dipartimento di Stato americano Richard Boucher, esprimendo un giudizio nella sostanza ripetuto anche dal ministro degli Esteri britannico Jack Straw, attualmente in visita in Pakistan, e dal capo della diplomazia indiana Natwar Singh. In particolare l?India ha minacciato di sospendere gli aiuti militari al Nepal per combattere l?insurrezione maoista se non verrà ripristinata la democrazia e il multipartitismo. Intanto ieri sono stati revocati gli arresti domiciliari all?ex-primo ministro Surya Bahadur Thapa e altri tre politici, insieme a undici attivisti per i diritti umani incluso Sindhunath Pyakurel, presidente dell?Associazione Nazionale degli Avvocati (Nba). Non si hanno invece notizie del rilascio del primo ministro deposto dal re, Sher Bahadur Deuba né dei capi dei due partiti principali. La stampa nepalese, che sembra aver recuperato parte della sua autonomia malgrado l?intimidazione del sovrano a non pubblicare critiche nei confronti del governo, riferisce che oggi Gyanendra ha accettato di incontrare la segretario nazionale di Amnesty International Irene Khan.

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