Repubblica del Congo: emorragia di sfollati

L’ennesima emorragia di sfollati rischia di generare un nuovo disastro umanitario nelle regioni orientali della Repubblica Democratica del Congo. Almeno cinquantaseimila persone hanno affollato nelle ultime settimane i campi di permanenza temporanea nella travagliata regione dell’Ituri. Tuttavia il loro numero potrebbe essere ben più alto, arrivando sino a 80mila. Leggi l’articolo completo sul sito di peacereporter
A cura di amismp Lo ha riferito a PeaceReporter.net Modibo Traoré, capo della missione del Coordinamento delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (Unocha).

Ieri a Kigali, la vice sottosegretaria agli affari africani del dipartimento di Stato Usa, Theresa Whelan durante un incontro col presidente ruandese Paul Kagame, ha dichiarato:”I ribelli ruandesi che si trovano nelle foreste dell’est della Repubblica democratica del Congo continuano ad essere una minaccia per la sicurezza dell’intera regione ed è giunto il momento che autorità responsabili mettano fine a questa situazione”. Incontrando i giornalisti, l’inviata del governo statunitense ha precisato che la sua missione è incentrata soprattutto sulla raccolta di informazioni relative alle tensioni che periodicamente scuotono la regione dei Grandi Laghi. Oltre al presidente Kagame, a Kigali Therese Whelan ha avuto colloqui riservati col ministro della Difesa Marcel Gatsinzi e col capo di Stato maggiore Jamese Kaberebe.
Recentemente l’Unione Africana aveva fatto sapere di essere pronta a dislocare una forza militare nell’est della Repubblica democratica del Congo per aiutare l’esercito congolese e i caschi blu della Missione Onu in Congo (Monuc) nelle delicate operazioni di disarmo delle milizie ribelli ruandesi – ritenute da Kigali le principali responsabili del genocidio del 1994 – che continuano ad essere la causa (secondo alcuni) o il pretesto (secondo altri) delle tensioni politiche e militari tra Congo e Rwanda. ( fonte Misna)

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