Iraq, ”l’unione” del centro sinistra

La missione italiana Antica Babilonia, non è stata ancora rifinanziata dal Parlamento. Le opposizioni di centro-sinistra hanno trovato un accordo su di un voto contrario comune. Intanto tre elicotteri Augusta 129C ”Mangusta” sono andati a rinforzare la missione di pace dell’esrcito italiao. Ascolta l’intervista di Lorenzo Anania a Deiana Elettra, menbro della Commissione Difesa della Camera dei Deputati.
A cura di amisla

Assolti elicotteristi accusati di codardia
Sono stati assolti perché il fatto non sussiste i quattro elicotteristi dell’Esercito accusati di codardia perché si erano rifiutati di volare sui cieli dell’Iraq, sostenendo che i velivoli avevano «carenze» nei sistemi di protezione. L’udienza si è conclusa davanti al gip del tribunale militare di Roma.
I fatti risalgono allafine del 2003, pochi giorni dopo la strage di Nassiriya, quando i quattro elicotteristi si rifiutarono di salire sui loro Ch47, non prima però di aver segnalato al comando le presunte carenze nel sistema di auto-protezione. Carenze che avrebbero riguardato, in particolare, il dispositivo manuale antimissile, considerato inadeguato perché avrebbe lasciato scoperto il lato sinistro e quello posteriore destro del velivolo. I quattro furono rimpatriati, sospesi dall’attività di volo e sottoposti a indagine con l’ipotesi di reato di ammutinamento, poi derubricato in codardia. Dopo un anno di indagini, il pm militare Antonino Intelisano chiese l’archiviazione per i quattro, ritenendo che a loro carico non fossero ravvisabili reati militari. Richiesta che il gip ha respinto poco più di due mesi fa, ordinando al pm di formulare il capo d’imputazione.
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Gli elicotteri Mangusta sono prodotti dalla ditta italiana Augusta, controllata per metà da Finmeccanica,
recentemente balzata alla cronaca per aver vinto l’appalto della Presidenza degli Stati Uniti d’America per le forniture degli elicotteri presidenziali.
Corrado Augusta era uomo di fiducia della CIA egli operava nel vasto mercato d?armi internazionale su “licenza”, per così dire, dell?agenzia spionistica statunitense. Il crollo del regime dello Scià aveva messo fine al suo intenso, facile e redditizio lavoro di esportatore di elicotteri verso Teheran. Egli era stato introdotto in quell?ambiente da Vittorio Emanuele di Savoia, da Ginevra al trono del Pavone. Venuto meno il business con l?Iran, Augusta aveva rifilato al sua enorme fabbrica di elicotteri allo Stato italiano, incassando una montagna di miliardi, circa 500.
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