Somalia: morta la corrispondente di Radio Bbc

È morta ieri, in serata, la giornalista britannica, ferita da uomini armati a Mogadiscio. La vittima, Kate Peyton, 39 anni, era una corrispondente di Radio Bbc, ed era stata raggiunta alla schiena da proiettili sparati da una pistola con silenziatore mentre si trovava davanti a un albergo che da alcuni giorni ospita parte del governo ad interim somalo rientrato a Mogadiscio.
A cura di amismp Peyton aveva trascorso gli ultimi 10 anni in Africa, con base presso la sede della Bbc di Johannesburg, in Sudafrica. Era stata incaricata di realizzare un reportage sulla Somalia, paese che dal1991, anno della caduta del dittatore Siad Barre, è rimasto in una sostanziale anarchia istituzionale dominata dagli scontri tra clan rivali per il controllo del territorio.

Sulla situazione somala si esprime oggi anche l’International Crisis Group (Icg), organizzazione no profit con sede a Bruxelles che esegue il monitoraggio sui conflitti nel mondo. “Il processo in Somalia ha senza dubbio bisogno del sostegno di truppe straniere, ma decidere che dei Paesi vicini, in particolare l’Etiopia, conducano o facciano parte di una tale forza sarebbe una mossa provocatoria” ha detto il direttore della sezione Africa dell’Icg, Suliman Baldo, aggiungendo: “I vicini della Somalia – Gibuti, Etiopia e Kenya – dovrebbero essere esclusi da una missione di pace. Tutti cercano di tutelare i propri interessi strategici in Somalia e hanno sostenuto fazioni rivali durante il conflitto.
Secondo Baldo, l’Unione Africana “si è mossa con una certa lentezza, lasciando all’Autorità regionale intergovernativa di sviluppo (Igad, composta da Somalia, Kenya, Etiopia, Gibuti) la facoltà di intervenire”. Di fatto, l’Unione Africana ha proposto in linea di principio ai primi di gennaio il dispiegamento di una forza di pace, ma nell’immediato la missione è stata affidata all’Igad. Le nuove istituzioni somale sono state definite alla fine dello scorso anno dai rappresentanti dei clan e fazioni presenti in Somalia e costituiscono il 14° tentativo di ripristinare la normalità nella nazione del Corno d’Africa che versa in sostanziale stato di anarchia dalla caduta del dittatore Siad Barre nel 1991.

Top