Cina: capodanno col boia

In Cina iniziano le celebrazioni per il nuovo anno lunare, ma non si interrrompe la denuncia di Amnesty International secondo cui ci sarebbe un notevole aumento delle esecuzioni capitali.
Ascolta il presidente di Amnesty Italia Marco Bertotto (1’42”).
A cura di amisla

Tra dicembre e gennaio, i mezzi d?informazione cinesi hanno riferito di
almeno 650 esecuzioni. Si tratta di mesi considerati ?normali?, in cui
cioe? non si registrano incrementi di esecuzioni legati a festivita?
nazionali. Questa cifra e?, in ogni caso, molto inferiore alla realta? in
quanto le autorita? rifiutano di fornire dati completi.

?C?e? un baratro tra quello che la Cina afferma e quello che fa? ? ha
dichiarato Marco Bertotto, presidente della Sezione Italiana di Amnesty
International. ?Il governo di Pechino dichiara di applicare la pena di
morte con ?cautela?, ma il picco di esecuzioni cui stiamo assistendo in
questi giorni rende questa parola priva di significato?.

?Va sottolineato inoltre? – ha proseguito Bertotto ? ?il rischio assai
concreto che molte persone messe a morte fossero innocenti. Il sistema
giudiziario cinese semplicemente non garantisce processi equi?.

Secondo fonti ufficiali, le recenti esecuzioni (anche di gruppi di dieci o
piu? persone) vengono giustificate come ?un modo per proteggere la
stabilita? sociale e assicurare alla popolazione un sicuro, gioioso e
felice anno nuovo?.

Amnesty International si oppone alla pena di morte in ogni circostanza, in
quanto pena estremamente crudele, inumana e degradante che viola il diritto
alla vita.

Top