Appello delle donne musulmane d’Italia

“Gli assassini che stavano per uccidere l’Inviato di Allah ebbero ritegno di violare l’intimità delle donne e rimandarono il loro progetto omicida. Erano miscredenti politeisti, adoratori dei demoni e mossi da un odio viscerale contro il Profeta e il messaggio benedetto di cui era latore. Eppure avevano il senso dell’onore e della dignita del combattente.
A cura di amismp Oggi assistiamo al capolgimento di quanto era già allora una regola, consolidata poi in quattordici secoli di Islam, il rispetto assoluto delle donne, come pure dei bambini, degli anziani e di tutti i non belligeranti. Non foss’altro che per questo, noi donne musulmane d’Italia, compagne di strada di Giuliana Sgrena, chiediamo, anzi esigiamo la sua liberazione. Nessuna considerazione sul ruolo di occupante che il governo italiano, con la prevaricazione e l’inganno ha imposto ad un paese che in stragrande maggioranza aborriva la guerra, potrà essere invocata per giustificare il rapimento e la segregazione di Giuliana.
Per quanto lontana dalla nostra, la sua lettura dell’Islam è sempre stata improntata ad una grande correttezza di fondo che testimoniava la sua volontà di capire e testimoniare con sensibilità ed onestà intellettuale. La sua opposizione alla guerra e all’occupazione traspare in ogni riga dei suoi articoli ed è anche grazie a lei e al suo giornale se un’informazione non embedded continua a circolare e mantiene viva la coscienza critica nel nostro paese. Per tutte queste ragioni, di forma e di sostanza, morali e politiche chiediamo a gran voce che Giuliana Sgrena possa ritornare in libertà e continuare il suo prezioso lavoro”.

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