Il debito dei paesi poveri: un dramma globale

La campagna italiana per la cancellazione del debito “Sdebitarsi”, si riunisce oggi a Roma in un’assemblea generale a 5 anni dalla sua nascita, per denunciare l’insufficienza e l’ipocrisia delle misure proposte sia a livello internazionale che italiano per paesi colpiti dallo Tsunami e la parzialità delle misure fino ad oggi individuate per affrontare il debito. Tra le iniziative, l’appello inviato al parlamento in vista della discussione sul decreto del governo sulle misure da adottare per l’emergenza Tsunami e sulla riforma delle Nazioni unite.

Ai nostri microfoni, Raffaella Chiodo, coordinatrice della campagna italiana: (intervista di Monica Poddighe-6’40”)
A cura di amismp

Nonostante le grandi promesse fatte in occasione del Giubileo, il debito nella sua gran parte non è stato cancellato e continua a rappresentare un impedimento per lo sviluppo dei popoli ed è strumento di controllo sui paesi poveri da parte del cosiddetto nord “sviluppato” per mantenere e incentivare i propri privilegi.

Bisogna lavorare al cuore del problema, al cuore del meccanismo di cui il debito è uno degli effetti più eclatanti. Mettere in evidenza i nessi, le coerenze che le politiche neoliberiste esprimono anche attraverso il fenomeno del debito. Per questo è necessario fare un salto di qualità e sviluppare una campagna forte che metta a frutto le idee, le azioni, le proposte che tanta parte del movimento mobilitato in questi anni ha saputo esprimere.

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