Iniziative di Rsf per Giuliana e Florence

Dal 14 febbraio, la foto di Giuliana Sgrena sarà affissa a Place de la République di Parigi, accanto ai ritratti di Florence Aubenas, l’inviata del quotidiano francese Libération, e di Hussein Al-Saadi, l’interprete di Florence, spariti da Bagdad esattamente un mese prima del sequestro della giornalista italiana. L’iniziativa è di Reporter Sans Frontières e ce la presenta Domenico Affinito:
A cura di amismp

Una cinquantina di direttori di redazione francesi invitano tutti a partecipare a una serata di mobilitazione per Florence aubenas, Hussein Hanoun e Giuliana Sgrena, il 14 febbraio all’Olympia [mitica sala di spettacolo parigina]. Saranno più di venti i cantanti francesi e arabi che parteciperanno “a questo concerto dell’emozione condivisa e della testimonianza”, ha dichiarato Serge July, il direttore di Libération.
“Dopo la scomparsa dell’inviata di Libération Florence Aubenas e del suo interprete Hussein Hanoun, il rapimento di Giuliana Sgrena è una nuova dimostrazione, una di più, del pericolo permanente con il quale sono confrontati i giornalisti in Irak. Chiediamo ai rapitori di liberare al più presto la giornalista italiana, professionista stimata e con una grande esperienza, inviata di un quotidiano impegnato a rendere conto delle sofferenze del popolo iracheno dopo l’offensiva americana. La mobilitazione per Giuliana Sgrena deve essere immediata e massiccia. Non bisogna dimenticare che nel caso delle due umanitarie italiane Simona Torretta e Simona Pari, e dei reporter francesi Christian Chesnot e Georges Malbrunot, la mobilitazione internazionale è stata determinante.”
Una cinquantina di direttori di redazione francesi invitano tutti a partecipare a una serata di mobilitazione per Florence aubenas, Hussein Hanoun e Giuliana Sgrena, il 14 febbraio all’Olympia [mitica sala di spettacolo parigina]. Saranno più di venti i cantanti francesi e arabi che parteciperanno “a questo concerto dell’emozione condivisa e della testimonianza”, ha dichiarato Serge July, il direttore di Libération.

“Ricordiamo che per i giornalisti l’Irak resta il paese più pericoloso del mondo. Almeno 31 sono stati uccisi e altri 17 rapiti dall’inizio del conflitto nel marzo 2003. E tuttavia è imperativo che i media stranieri continuino a rendere conto della situazione di questo paese”, ha aggiunto Reporter senza frontiere.

Top