Iraq. Col rapimento di Giuliana Sgrena colpita ancora l?informazione

Baghdad. Con il rapimento, avvenuto oggi, della giornalista del manifesto Giuliana Sgrena, sale a 3 il numero dei giornalisti ancora nelle mani dei sequestratori in Iraq. Non si hanno infatti ancora notizie certe sulla giornalista francese di ‘Libération’ Florence Aubenas e del suo assistente iracheno Hussein Hanoun Al-Saadi.
A cura di iris E? proprio di ieri infatti l’ennesimo appello di ‘Reporters sans frontières’ che affermava: ”Bisogna fare tutto il possibile per avere al più presto prove certe che Florence Aubenas e il suo assistente siano ancora vivi”.
L’Iraq si conferma il teatro attualmente più pericoloso per l’incolumità dei giornalisti internazionali: dall’inizio delle ostilità, nel marzo del 2003, ne sono morti più di 31, più 15 di nazionalità irachena. Non si hanno invece ancora notizie certe di altri due giornalisti scomparsi ormai da tempo: Frédéric Nérac di ‘Itv News’ (Gran Bretagna), di cui non si hanno tracce dal 22 marzo 2003, e Isam Hadi Mushin Al-Shumary, cineoperatore di ‘Suedostmedia’ (una agenzia di informazione indipendente tedesca), scomparso dal 15 agosto 2004.
“Siamo tutti estremamente preoccupati e allarmati – ha detto Serventi Longhi – questa vicenda è l’ennesima testimonianza dei rischi che corrono i giornalisti quando rivendicano il ruolo di testimoni liberi, non arruolati, dei fatti”. “Conosco bene Giuliana – ha aggiunto – è una collega in gamba, ha partecipato a numerose iniziative della Federazione della stampa, ricordo l’ultima, quella di una riflessione con le colleghe iraniane sulla situazione dell’informazione e delle libertà civili di quel paese. Conosce con profondità i problemi del mondo arabo, li studia, li approfondisce, non accettando mai di fare un’informazione-propaganda, un’informazione condizionata”. “Non chiedo – ha proseguito – che i giornalisti italiani si ritirino o siano invitati a farlo dall’Iraq. Tutti i giornalisti delle varie testate che vogliono raccontare questa guerra come testimoni, dovranno essere messi in condizione di svolgere il loro lavoro. Si garantisca – ha concluso – la sicurezza ai colleghi ma si evitino tentativi di censura”.
Con il rapimento di una giornalista come lei ?sembrano ridursi ulteriormente gli spazi per i giornalisti non embedded o che non praticano un giornalismo ?d?albergo??Ha dichiarato la senatrice del gruppo misto Tana De Zulueta che ha aggiunto: ?L?Iraq, un paese teoricamente in cammino verso la democrazia si conferma come il posto più pericoloso al mondo per i giornalisti?.

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