Alleanza petrolifera argentino-venezuelana

Chávez e Kirchner hanno firmato un memorandum con cui è stata ratificata una serie di accordi bilaterali nel settore petrolifero e delle comunicazioni. Al termine dell’incontro, il presidente argentino ha rilanciato le accuse agli organismi finanziari internazionali, responsabili di “aver imposto alla nostra regione ricette sfociate in grandi squilibri” ha sottolineato il capo di Stato argentino.
A cura di amismp “Il Fondo monetario è il colpevole del debito estero che pesa su di noi come una gigantesca cappa di cemento. Noi latinoamericani avevamo perso la strada giusta, ora la stiamo ritrovando”: lo ha detto il presidente venezuelano Hugo Chávez.
In 24 ore Chávez ha partecipato all’inaugurazione della prima stazione di rifornimento ‘Pdvsa-Enarsa’, nata da un accordo tra l’impresa statale venezuelana ‘Petroleos de Venezuela’ e l’argentina ‘Energia argentina sociedad anonima’, che commercerà combustibile con il marchio ‘Petrosur’, come dovrebbe chiamarsi la holding latinoamericana, fortemente voluta dal governo di Caracas, di cui dovrebbero fare parte anche Brasile, Ecuador, Bolivia e Colombia.
Chávez ha confermato inoltre l’intenzione di acquisire le attività della Shell in Argentina: “L’interesse è comune, la Shell vuole lasciare il paese e noi vogliamo entrarci”. Kirchner ha sottoscritto l’adesione di Buenos Aires a ‘Telesur’, progetto per la creazione di un canale televisivo di notizie della regione che conterà gradualmente sulla partecipazione di altri Paesi. Al termine dell’incontro con Kirchner, Chávez ha tenuto una conferenza stampa in cui ha attaccato in tono ironico il presidente Usa George W. Bush e il segretario di Stato Condoleezza Rice: “Pur se Mr. Superman ha i raggi X posti sul Venezuela, noi abbiamo la criptonite rossa che è molto meglio. E ne abbiamo anche per la Superdonna”.
Il presidente ha infine enfatizzato il fallimento dell’Alca – l’Area di libero commercio delle Americhe, progetto spinto dalla Casa Bianca per creare un mercato unico americano dall’Alaska alla Terra del Fuoco che di fatto garantirebbe agli Usa il controllo di un territorio che va dall’Artico all’Antartico e il libero accesso per i loro prodotti, servizi, tecnologie e capitali nell’intero emisfero. “Gli Stati Uniti avevano già firmato tutti i documenti per lanciare nel gennaio del 2005 l’Alca, ma l’Alca è morta.

Top