Italia: un paese dal degrado diffuso

Il rapporto “Italia 2005”, presentato dall’Eurispes la settimana scorsa, presenta un livello di degrado diffuso. Le cause sono molteplici, ma l’accusa principale è rivolta alla classe politica e dirigente che da molti anni è priva di prospettive unificanti, di un progetto che vada oltre la poltica del giorno per giorno. La povertà fluttuante è uno dei caratteri dominanti. Ai nostri microfoni, il commento del prof. Guido Corziari, del dipartimento economico dell’Eurispes.
A cura di amismp

I capitoli del rapporto:
Sociologia consolatoria. Tra ricerca e democrazia. Un Paese senza progetto. Le illusioni del machiavellismo. Il gran gioco del federalismo: dalla Lega al Lego. Separati dalla realtà. Una economia di crinale. La povertà fluttuante. I poveri in giacca e cravatta. È arrivata la re-flazione: un Paese a propulsione segmentata ed a dissolvenza di identità. L’Italia degli altri. L’Italia a tempo determinato. Giovani sull’orlo di una crisi di nervi. L’Italia delle eccellenze e il ruolo dello Stato.
A prososito dei caratteri del degrado, un passaggio significativo del rapporto:
“L’Italia di oggi – un Paese dalle strutture invecchiate e non di rado fatiscenti, dove si svendono agli stranieri aziende dal nome glorioso, dove la natura viene aggredita e il capitale del passato si rivela insufficiente, dove le montagne franano per incuria e i treni si scontrano ed uccidono per mancanza di investimenti in sicurezza – fa pensare a quei piccoli possidenti che non è raro incontrare nella nostra provincia, non ricchi ma che possono contare su un patrimonio più che sufficiente per vivere, frutto del lavoro indefesso, della frugalità e dell’amore per il risparmio delle generazioni precedenti. Essi, eleganti, sempre ben vestiti, buoni parlatori anche se spesso ignoranti, vivono senza un progetto, attenti solo a trarre il massimo dalle loro piccole rendite, evitando se possibile di pagare le tasse, non versando i contributi per la vecchia donna di servizio, riscuotendo in nero le piccole rendite degli immobili, ricorrendo ad imprese del sommerso per le manutenzioni, lamentandosi della lievitazione dei prezzi ma aumentando l’affitto ai propri inquilini, vendendo i gioielli di famiglia per restare aggrappati al livello di vita abituale. E mentre dal tetto non riparato l’acqua, nei giorni di pioggia, entra dentro casa e il capitale si riduce costantemente, ed essi assistono impotenti, nonostante le piccole vincite al lotto e le edificazioni abusive ed in zone a rischio, alla inarrestabile ed ineluttabile contrazione del proprio reddito, si allontanano e svaniscono le speranze in un futuro migliore.”

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