Biodiversita’: attenzione alle lobby del legno

Un migliaio di scienziati riuniti a Parigi, nella sede dell’Unesco, per la Conferenza internazionale sulla biodiversità, hanno rilanciato l’allarme sull’estinzione delle specie.
Secondo Greenpeace dietro la deforestazione selvaggia molte responsabilita sono da imputare alle lobby del legno. Ascolta l’intervista di Lorenzo Anania a Sergio Baffoni responsabile foreste di Greenpeace. (7’25”)
A cura di amisla

Secondo gli scienziati, era dal tempo della scomparsa dei dinosauri, 65 milioni di anni
fa, che la terra non attraversava una crisi come quella attuale che potrebbe portare nel
giro di una cinquantina d’anni all’estinzione – dal 15% al 37% – di specie animali e
vegetali.
Greenpeace sottolinea come gran parte delle estinzioni sia causata dalla perdita di
habitat. Le foreste primarie rappresentano l’habitat di circa i tre quarti della biodiversità
vegetale e animale terrestre e la loro distruzione gioca purtroppo un ruolo cruciale
nell’attuale catastrofe biologica.
La distruzione delle foreste primarie marcia a una velocità superiore ai 10 milioni di
ettari l’anno (una superficie pari a oltre un terzo dell’Italia): se non riusciremo a
fermare questa distruzione, sarà inutile avviare costosi programmi per la protezione
delle specie commenta Sergio Baffoni, della campagna foreste di Greenpeace.
Greenpeace chiede al governo italiano, in occasione della conferenza sulla biodiversità
a Montecatini a luglio prossimo,  di predisporre e attuare misure concrete e urgenti
volte a fermare la massiccia importazione di legname abbattuto illegalmente. Il nostro
paese è in testa nelle classifiche di esportazione dei mobili e circa l’80% del legname
che impiega e’ di importazione. L’Italia, per esempio, e’ il primo importatore di legname
tropicale del Camerun, paese le cui foreste, assediate dall’industria del legno, sembrano
avviate al declino.

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