Germania, arrestato politico kurdo

L’esponente politico kurdo Remzi Kartal si trovava in Germania per partecipare ad una iniziativa culturale ed era in procinto di avviarsi per un giro fra le associazioni curde in Europa, è stato fermato dalla polizia di Norimberga, su richiesta della Turchia.
A cura di amisla Remzi Kartal, fino ad ora ha condotto una politica di legittimità e assoluta legalità, lavorando per una soluzione democratica e pacifica della questione curda, come gli altri più conosciuti esponenti del partito DEP (Hatip Dicle, Leyla Zana, Selim Sadak, Orhan Dogan). Nel 1991 era stato eletto al Parlamento turco come deputato del DEP. Ma, a causa delle repressioni delle autorità turche nei confronti degli esponenti politici kurdi nel ’94 ha dovuto lasciare il suo paese. In esilio, insieme ad altri suoi compagni del DEP, fra questi anche l’attuale Presidente del Kongra-Gel Zubeyir Aydar, ha creato un ufficio di solidarietà per il DEP. Nel ’95 ha contribuito a fondare il Parlamento Kurdo in Esilio (PKDW), di cui per molti è stato nel Consiglio esecutivo, dopo che il Parlamento si è sciolto nel ’99, ha preso parte ai lavori per la costituzione del Congresso Nazionale Kurdo (KNK), di cui è stato membro del direttivo, attualmente è vice presidente del Kongra-Gel.

 

Questa azione conferma l’ambiguità dell’approccio europeo, che riconosce a Leyla Zana il premio Sakarov, mentre poi ferma Remzi Kartal con l’accusa di “terrorismo”.

 

Come ha dichiarato alla stampa il Presidente del Kongra-Gel, Zubeyir Aydar, la Turchia sta lavorando per creare una alleanza anti-curda e “da parte curda nel periodo di discussione dell’avvio dei negoziati con l’Unione Europea, abbiamo agito ritenendo che una soluzione del problema possa trovarsi attraverso il dialogo, ma la Turchia, di contro, sta cercando delle alleanze per annientare il movimento di liberazione kurdo”. Tutto questo lo si evince chiaramente dalle attività politiche che la Turchia sta intrattenendo da un lato alleandosi con  l’Iran e Siria, dall’altro lato incontrando gli esponenti di USA ed Iraq. In tutto questo, l’Europa accusa ingiustamente i politici curdi. Si tratta di atteggiamenti inaccettabili, per i quali richiamiamo l’attenzione di tutti i democratici, che sono stati da sempre al fianco del cammino intrapreso del movimento kurdo, affinché non si lasci agire l’arroganza turca anche sul territorio europeo.
Numerose sono stati i suoi appelli per una soluzione pacifica delle questione curda, con questa ultima operazione la Germania fa da sponda alle politiche di negazione, annientamento, assimilazione e tortura in vigore da anni contro il nostro popolo.

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