Energia nucleare?La solita vecchia ‘scoria’…

Entro il 9 gennaio 2005, secondo la legge n. 368 del 24/12/03 il commissario straordinario di governo per “l’emergenza rifiuti radioattivi”, generale Carlo Jean, avrebbe dovuto individuare un sito unico nazionale di deposito. Oggi, passati 11 giorni dalla scadenza dei termini di legge, non si sa che fine faranno i rifiuti esistenti. E il premier Berlusconi in persona consiglia di riattivare le nostre centrali nucleari.
In tempi di crisi energetica ed economica, il nucleare rappresenta, almeno, la soluzione meno costosa?
L’opinione di Roberto Ferrigno, responsabile campagne di Greenpeace. (intervista di Monica Poddighe, 7’20”)
A cura di amismp

La stessa legge fa divieto di esportazione definitiva dei materiali nucleari di III categoria (250 tonnellate che rappresentano circa il 90% della radioattività delle scorie esistenti). Dal 2 dicembre scorso, il decreto del ministro delle attività produttive Antonio Marzano, prevede che i rifiuti nucleari di maggiore pericolosità presenti sul territorio italiano potranno andare all’estero.
Intanto, gli Stati uniti hanno accettato di fare da discarica nucleare dell’Australia, con un eccezionale accordo che rende ora possibile la controversa costruzione di un secondo reattore di ricerca, accanto a quello ormai obsoleto, a Lucas Heights nella periferia sud di Sydney. L’accordo, inoltre, allevia notevolmente la pressione sul premier conservatore John Howard, nella ricerca altrettanto controversa di una discarica di scorie nucleari entro il territorio nazionale.
L’accordo di 10 anni, che prevede la spedizione in Usa delle barre esaurite di combustibile nucleare del reattore esistente e di quello in costruzione, e’ stato firmato lo scorso novembre a livello ministeriale, a seguito di colloqui fra il dipartimento Usa dell’Energia e l’Organizzazione australiana di scienza e tecnologia nucleare (Ansto). L’accordo e’ stato rivelato in una lettera dell’Ansto, diffusa oggi dall’Authority per la sicurezza nucleare Arpansa.

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