‘La voce delle donne Afghane’

Presto altre cinque province afgane potranno ascoltare ‘La Voce delle donne Afghane’, la stazione radio di Kabul gestita da 12 giornaliste, nata nel 2003 da un progetto dell’Unesco, organismo dell’Onu per la cultura e l’istruzione.
A cura di amismp “Il nostro scopo è combattere la violenza contro le donne, i matrimoni forzati, la legge del più forte e promuovere invece l’educazione, la salute il rispetto dei diritti umani ha detto Jamila Mujahid, direttrice della radio citata dalla testata pakistana ‘Pak Tribune’. Oltre ad affrontare temi molto delicati per la società afgana, dominata da una cultura patriarcale, come il divorzio e i delitti d’onore, il palinsesto di 11 ore di trasmissione quotidiana conterrà anche molta musica: un genere di intrattenimento per anni bandito dal regime dei talebani. Jane Mc Elhone, della organizzazione non governativa canadese Impact (Institute for Media, Policy e Civil Society) che partecipa al progetto dell’Onu per la diffusione delle radio in Afghanistan, sottolinea l’importanza di dare alle donne l’opportunità di diventare giornaliste, produttrici, tecnici, autrici di programmi perché partecipino più direttamente alla costruzione della società.
Secondo Sanjar Quiam, coordinatore di Internew, altra ong dedicata ai media ma questa volta statunitense, in Afghanistan attualmente di sono 47 stazioni radio, di cui 28 indipendenti o collegate a ong, mentre 16 sono statali o gestite da amministrazioni provinciali o locali; in questo panorama esistono 4 stazioni radio ‘femminili’. Molto importanti – dice Quiam –sono le radio ascoltate nelle zone rurali, attraverso le quali è possibile far arrivare un’informazione indipendente, efficace strumento per contrastare l’estremismo. Un ostacolo da superare, aggiunge l’esperto, è che il 90% delle case private in Afghanistan non ha la corrente elettrica, e la carta stampata raggiunge solo una minoranza della popolazione.

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