Iraq, deriva somala

Le sempre più agghiaccianti foto e notizie che arrivano dalle carceri inglesi e americane in Iraq, fanno pensare ad un totale sconvolgimento dei criteri della Convenzione di Ginevra. Proprio quando in Parlamento si sta per discutere del decretone dove ci sarà anche il rifinanziamento per la missione in Iraq.

L’opposizione italiana denuncia come la futura scadenza elettorale irachena del 30 gennaio sia da sospendere e calendarizzare a dopo il ritiro delle truppe. Ascolta il servizio di Lorenzo Anania. (2’00”)
A cura di amisla

Il governo italiano si sta apprestando a varare un decreto “omnibus” per rifinanziare tutte le missioni dell’esercito all’estero. Nel nuovo documento sarà compresa anche la copertura per la spedizione in Iraq, impedendo all’opposizione di aprire un confronto in sede parlamentare sulla trasparenza dei finanziamenti dstinati dall’Italia al fronte più avanzato della “guerra preventiva”.

Le ultime foto apparse in ordine di tempo, ritraenti soldati inglesi dediti alle sevizie di prigionieri iracheni non militari, oscurano acor più la “missione di pace italiana” dato che essa è subordinata proprio al comando inglese. Il Forum dei Parlmentari dell’Alternativa, per voce delle duputate Silvana Pisa ed Elettra Deiana, vuole evitare una somalizzazione della crisi irachena, evitare cioè che i militari italiani si ritrovino coinvolti nelle sevizie locali di una missione internazionale come accadde ed è stato ampiamente documentato da inchiesti della magistratuta militare e civile in Somalia.

Ma sono a monte(citorio) i problemi politici per la realizzazione della proposta politica del Forum. Non esiste nel centrosinistra una maggioranza disposta al ritiro immediato delle truppe, nè sembra che l’argomento interessi molto la campagna elettorale delle fantomatiche primarie.

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