Iraq. L’Italia regala al governo Allawi 4 aerei “Predator” antiguerriglia?

14.01.05 – Roma. Sul sito DefenseNews.com è apparso in data 11/01/2005 un articolo a firma del corrispondente a Roma Tom Kington, nel quale si afferma che nel corso del mese di gennaio il governo italiano consegnerà a quello iracheno 4 aerei senza pilota di tipo “Predator”; un portavoce dell’aeronautica militare italiana avrebbe dichiarato che i “Predator” sono stati allestiti presso la base di Amendola e sono pronti a partire per l’area delle operazioni in Iraq.
A cura di iris Nel 2001 l’Italia, in realtà, ha acquistato 5 aerei presso la General Atomics di San Diego per l’importo di 48 milioni di dollari aerei che sarebbero poi stati assemblati in Italia a cura della Galileo Avionica, del gruppo Finmeccanica, ma uno di essi sarebbe andato distrutto durante una seduta di addestramento tenuta a militari italiani in California nel gennaio del 2003. Gli aerei Predator sono utilizzati in vari scenari bellici, in particolare nei combattimenti tenuti all’interno di insediamenti urbani, allo scopo di localizzare le ben note “sacche di resistenza” della guerriglia.
La vicenda sollecita molte e inquietanti domande: quali sono state le modalità dell’acquisto degli aerei in questione e, in particolare, è mai stata organizzata una regolare gara d’appalto e, se sì, quali aziende vi hanno partecipato?
Quali sono state le esatte circostanze in cui si è verificato l’incidente che nel gennaio del 2003 avrebbe provocato la distruzione di uno degli aerei?
Ma soprattutto: gli aerei Predator saranno ceduti al governo provvisorio Iracheno a titolo gratuito? E, in tal caso, in considerazione del loro altissimo costo, quali sono state le considerazioni che hanno spinto il governo italiano a privilegiare un investimento di tipo bellico, in palese contrasto con gli obiettivi dichiaratamente “di pace” della missione italiana , piuttosto che uno di tipo “umanitario”?
Domande poste direttamente al governo anche dal parlamentare verde Mauro Bulgarelli, che l’11 gennaio scorso ha presentato su questa vicenda una interrogazione diretta al ministero della difesa e a quello degli affari esteri. A cui ancora nessuno ha risposto.

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