SUDAn: dopo la pace, la parola ai media

Sudan: i media saranno un fattore decisivo nel post-conflitto. A dichiararlo e’ un rapporto dell’oganizzazione britannica Article 19 – “The Legal Framework for Freedom of Expression in Sudan” , secondo cui i media dovranno informare il pubblico sul processo di pace in atto e facilitare la partecipazione della societa’ civile nel processo di riconciliazione.
A cura di amisfd Nel breve periodo, i media -commerciali e comunitari – saranno cruciali per comunicare gli accordi di pace alla popolazione del Sudan in una maniera credibile e inclusiva. Sara’ un compito enorme, data la vastita’ del territorio, la mancanza di infrastrutture, le diversita’ linguistiche e la mancanza di credibilita’ di alcuni settori del servizio pubblico nazionale “Sudan Radio and Television Corporation”.
La questione della liberta’ di espressione e di una nuova legge sui media – chi ha accesso alle frequenze, chi puo’ pubblicare cosa, come e quando – rappresenta inoltre una potenziale controversia nel contesto del conflitto interno. Esperienze di altre situazoni di post-conflitto hanno gia’ messo in luce come, quando le armi sono messe a tacere, i media diventano il terreno sul quale esercitare potere e controllo, che sono potenzialmente nuove cause di conflitto.

Il rapporto di Article 19 identifica una serie di “Key Recommendations” (raccomandazioni chiave), per assicurare lo sviluppo di un sistema libero, indipendente e pluralistico dei media. Le raccomandazioni si dividono in cinque aree tematiche: provvedimenti costituzionali, legge sulla stampa, legge sulle comunicazioni radiotelevisive, legge sull’accesso all’informazione, altre restrizioni sui contenuti (riforma della legge sulla diffamazione)

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