Iraq: missione scaduta, ma la guerra continua

Il 30 Gennaio, data fissata per le elezioni irachene, si avvicina. Secondo Bush e alleati, da quel giorno dovrebbe cominciare il processo di democratizzazione del paese che, intanto, continua ad essere governato dalle rappresaglie e dai bombardamenti. Dopo l?uccisione del governatore di Baghdad, gli Usa hanno ordinato una revisione completa dell’operazione militare in corso poichè ancora molte province sono a rischio per un regolare svolgimento delle elezioni. Mentre l’Ucraina esce di scena, la partecipazione italiana alla guerra viene data per scontata, nonostante la proroga delle missioni militari all?estero, sia arrivata a scadenza il 31 dicembre.

Chi continua a chiedere il ritiro delle truppe italiane dall’Iraq sono le persone di ” art.11,Sana e robusta Costituzione”, facendo un presidio ogni giorno di fronte a Palazzo Chigi. Laura Gentile di Attac, presenta le prossime iniziative, sulla Legge delega per la revisione delle leggi penali militari:
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Appello per censura preventiva alla guerra.

L’avvicinarsi del 30 gennaio rende politicamente sconveniente rimettere in discussione la presenza italiana in Iraq? Lo abbiamo chiesto all’onorevole Elettra Deiana (Prc), componente della Commissione difesa. (intervista di Monica Poddighe- 5’22”)
A cura di amismp

L’Iraq investirà l’11 per cento del budget di quest’anno nella difesa. Lo ha annunciato ieri il primo ministro Iyad Allawi. Il budget per il 2005 prevede 19,5 miliardi di dollari di spese. Allawi ha detto di volere un’aeronautica in grado di proteggere i cieli del paese e aumentare a 150.000 il numero dei soldati, attualmente 66.000.
L’ambasciata degli Stati Uniti d’America ha respinto la bozza di accordo presentata dal Consiglio degli ulema sunniti, la massima autorità religiosa della confessione musulmana minoritaria in Iraq, ma che ha detenuto il potere per anni, essendo lo stesso Saddam Hussein un sunnita.
Il Consiglio ha sempre sostenuto il boicottaggio delle elezioni, ma aveva presentato una proposta agli Usa: se Washington avesse reso pubblico un calendario con le date del ritiro delle truppe dall’Iraq, gli ulema avrebbero chiesto alla loro gente di recarsi alle urne il 30 gennaio prossimo, data prevista per le elezioni.
Il boicottaggio del voto, dopo tutte le polemiche, rischia di tagliare fuori la comunità sunnita dall’Iraq del futuro, che vede una netta maggioranza di curdi e sciiti.

Il senatore Martone ha presentato un’interrogazione parlamentare sui primi quattro aerei senza pilota che la Difesa italiana ha acquistato dagli americani, di cui sta testando l’operatività dallo scorso mese di dicembre nella base aerea di Amendola, in Puglia. L’Aeronautica Militare italiana e’ la prima forza aerea europea a impiegare i Predator. Questi aerei, dal nome già evocativo, arriveranno in Iraq, nell’ambito dell’operazione “antica babilonia” nei prossimi giorni al fine di controllare la provincia irachena in vista delle elezioni di fine mese.
“Si tratta in realtà, afferma il senatore Francesco Martone, capogruppo dei verdi in commissione esteri, di veivoli da guerra utilizzati dalle forze militari statunitensi nelle operazioni di bombardamento dell’Afghanistan e dell’Iraq, come dallo stesso Bush affermato in più occasioni”.
“E’ lecito chiedersi, ha affermato il senatore Martone, quale sarà l’utilizzo che il contingente italiano, presente in Iraq in missione di pace, intenda fare di questi velivoli di guerra. Tanto più che, come evidenziato da una inchiesta del Washington Post risalente al 2002, una versione dell’aereo senza pilota “Predator” risulta armata di speciali missili per uccidere persone all’interno di edifici.”

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