Emergenza Asia:gli aiuti italiani in balia delle competizioni e dei ritardi

Secondo le disposizioni del governo sarà la Croce Rossa ad avere, ancora una volta, un “ruolo privileggiato” nelle operazioni di intervento umanitario, seguita dalla Protezione Civile, a cui andrebbero – dopo il duro scontro con il Ministero degli esteri e le polemiche di questi giorni – i 25 milioni di euro raccolti con la campagna SMS. Mentre Msf annuncia la sospensione della raccolta fondi specificamente dedicata all’emergenza tsunami, le Ong italiane presenti in quei territori non sanno quale sarà il loro ruolo. Nel servizio di Monica Poddighe, le interviste a: Sergio Marelli, presidente delle Ong italiane, Chiara Bannella di MSf, e Rosita Viola, del’ICS, consorzio italiano di solidarietà. ( durata: 10′)
A cura di amismp

Il Ministro degli Esteri G.Franco Fini ha annunciato che il complesso delle risorse destinate dal governo italiano ad interventi di soccorso nelle aree del maremoto è di 70 milioni. Secondo le associazioni e le ong aderenti alla campagna Sbilanciamoci, si tratta di una cifra “creativa”, in quanto, più del 50% (39,4 milioni) della somma stanziata viene destinata alla “riconversione del debito” di Sri Lanka e Indonesia. In sostanza l’Italia rinuncia alla riscossione del credito, anticipando quanto probabilmente sarà deciso a livello internazionale nella prossima riunione del 12 gennaio a Parigi. Rimangono solo 20 milioni di euro: 8 per lo Sri Lanka, 2 per le Maldive e 10 (non ancora deliberati) per l’Indonesia.
La campagna Sbilanciamoci
ribadisce la necessità di intervenire tempestivamente e con efficacia.
Ribadisce l’importanza dell’indipendenza e dell’autonomia
dell’intervento umanitario -e la sua separazione dalle logiche
militari, politiche ed economiche- la necessità del coinvolgimento
delle organizzazioni locali e sociali delle aree colpite, la
centralità del ruolo delle agenzie delle Nazioni Unite, il diritto
della circolazione delle persone in fuga dalla catastrofe

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