Darfur, bilancio di violenza quotidiana

Dal dicembre 2003, nella regione sudanese del Darfur sono in atto attacchi delle milizie janjaweed che armati di macete attaccano, notte tempo a cavallo, piccoli villaggi.
Medici Senza Frontiere (MSF) è presente nella zona fin dall’inizio del conflitto con 197 operatori internazionali e 2.582 collaboratori locali che portano avanti i progetti in 27 località del Darfur. Venerdì si è registrato l’ennesiomo omicidio di un collaboratore di MSF sudanese

Ascolta l’intervista di Lorenzo Anania a Sergio Cecchini di MSF, che ci fa il punto della situazione e delle prospettive per il Darfur. (4’12”)
A cura di amisla

Medici Senza Frontiere (MSF), organizzazione internazionale di soccorso medico è scioccata per l’uccisione di un suo collaboratore sudanese (il secondo negli ultimi tre mesi) nel Sud del Darfur. Secondo fonti attendibili l’operatore di MSF è stato ucciso venerdì scorso durante un attacco condotto dalle truppe governative sudanesi a Labado, nel Sud del Darfur. L’uomo è stato ucciso davanti al magazzino di MSF nella città di Labado quando era fuori servizio. Altri collaboratori locali che al momento erano presenti in città risultano tutt’ora dispersi. A Labaro erano presenti 38 operatori locali di MSF, a tutt’oggi non si hanno notizie di 29 di loro. “Non siamo nelle condizioni di verificare la morte del nostro collaboratore, perché non sussistono le condizioni di sicurezza per inviare un team sul posto. Altri collaboratori di MSF che erano presenti in città risultano tutt’ora dispersi. Sono 38 gli operatori locali con cui MSF lavora a Labado e di questi 29 non risultano all’appello.”, dichiara Ton Koene, Coordinatore delle operazioni nel Sud Darfur.

Labado, un città di circa 27,000 abitanti, è stata teatro dei combattimenti che si sono susseguiti negli ultimi giorni. Le prime persone che sono fuggite dagli scontri, hanno raggiunto a piedi le città di Shariya (50 km a nord di Labado) e di Kalma (100 km a ovest di Labado). Non è ancora chiaro dove sia fuggita la maggior parte della popolazione. Il team di MSF presente nel campo sfollati di Kalma, vicino a Nyala, ha visto arrivare più di 70 famiglie fuggite dagli scontri. Testimoni oculari hanno raccontato a MSF che la città di Labado è stata completamente distrutta e svuotata. La maggior parte delle persone che vivevano a Labado ha trovato rifugio nella città, dopo essere fuggita dagli scontri esplosi in altre zone del Darfur.

MSF era presente a Labado dal 4 settembre 2004 ed era l’unica organizzazione internazionale che ha fornito assistenza medica continua alla popolazione. A Labado MSF gestisce un centro nutrizionale e una clinica. Da quando sono scoppiati gli scontri (la settimana scorsa) il team non è stato in grado di raggiungere la città.

Nel Darfur, gli operatori umanitari sono sempre più bersaglio di attacchi e violenze. Operatori di altre organizzazioni sono già stati uccisi. MSF rivolge un appello a tutte le parti in conflitto per rispettare la neutralità della nostra organizzazione, del nostro staff e del lavoro che svolgiamo.

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