”Gheddafi? puo’ essere il nuovo Mandela”

Dopo l’intervista rilasciata da Muämmar Gheddaf a Giovanni Minoli, direttore di Rai Educational, dove il leader libico ha paragonato il futuro ingresso della Turchia nell’Unione europea ad un proverbiale “cavallo di Troia”, Lorenzo Anania ha intervistato Raffaello Fellah ebreo italo – libico, presidente di una associazione che promuove il dialogo tra ebrei e mussulmani, che parla del futuro ruolo interbazionale della Libia. (5’06”)
A cura di amisla

Raffaello Fellah, nato a Tripoli, in Libia, il 17 maggio 1935, nell?ottobre scorso, durante il congresso dell?Associazione italiani rimpatriati dalla Libia (AIRL) è stato designato dal vice ministro italiano Adolfo Urso responsabile per il Fondo degli investimenti del Mediterraneo (FINMED) per conto del ministero delle Attività Produttive e del Commercio Estero e della Società italiana per le imprese operanti all?Estero (SIMEST). Nell?accettare l?offerta del vice ministro Urso, Fellah ha chiesto ed ottenuto di iniziare ad esercitare questo suo nuovo incarico in un ambito ben preciso: le relazioni economiche con la Libia e lo sviluppo di quei progetti commerciali che possano favorire i processi di pacificazione nell?area del Mediterraneo, valorizzando in particolare le risorse umane degli oriundi e dei profughi dei diversi conflitti locali.
Da sempre Fellah ha creduto nella forza del dialogo coi musulmani. Nella nostra intervista spiega come Gheddafi abbia le potenzialità per essere il nuovo Mandela africano.

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