Istat. Prosegue la mobilitazione contro la finanziaria 2005: bloccato il comunicato stampa

Roma. Prosegue lo stato di agitazione dei lavoratori (precari e non) dell’Istituto Nazionale di Statistica, che hanno iniziato una mobilitazione permanente a partire da venerdi scorso.
A cura di iris L’assemblea dei lavoratori tenutasi venerdì scorso 17 dicembre ha votato all’unanimità l’occupazione della sala stampa, fino a quando non verrà aperto un tavolo di trattative con il governo sulla situazione di grave dissesto degli enti pubblici di ricerca e dell’ISTAT in particolare. Stato aggravato ulteriormente dai tagli previsti dalla Finanziaria 2005 alle assunzioni e agli investimenti per il prossimo anno.

Questa mattina l’assemblea si è svolta nella sala stampa, bloccando l’uscita del comunicato stampa dell’Istituto previsto per la giornata di oggi. Successivamente i lavoratori sono usciti in un breve corteo effettuando un blocco stradale di via Depretis, subito sgomberato dalla Celere, che ha identificato 7 persone. Di seguito pubblichiamo il comunicato che ha dato avvio alla mobilitazione.

PER LA SALVAGUARDIA DELLA STATISTICA PUBBLICA

EMENDARE LA FINANZIARIA 2005

Da alcune settimane i lavoratori dell?Istat sono in agitazione per modificare la legge finanziaria e per il rinnovo del contratto di lavoro. Il ritardo nel rilascio del comunicato stampa di venerdì 10/12 u.s. ha avuto una vasta eco sugli organi d?informazione, ma quello è stato solo il primo atto di una mobilitazione che proseguirà per denunciare la grave situazione dell?ISTAT e di tutta la Ricerca pubblica.

Da tre anni in tutto il Paese si discute delle statistiche sui prezzi, di come migliorare la rilevazione dell?inflazione, di come modernizzare l?Istat per consentirgli di offrire alle Istituzioni, ai cittadini e agli operatori economici informazioni tempestive e di qualità. Per tutta risposta il Governo, con la Finanziaria 2005, invece di aumentare le risorse finanziarie e le assunzioni di personale ad alta professionalità procede al blocco delle assunzioni, impone una riduzione del 5% dei costi, attraverso il ridimensionamento del personale, e taglia il bilancio dell?Ente. Se queste proposte saranno approvate l?Istat riceverà un colpo durissimo. Saranno ridotte o addirittura cancellate alcune statistiche fondamentali per il Paese. Non saranno introdotti miglioramenti qualitativi previsti dai Regolamenti dell?UE per l?armonizzazione delle statistiche europee. Sarà impossibile procedere alle assunzioni dei vincitori dei concorsi in atto, saranno a rischio i rinnovi dei contratti dei lavoratori precari, nonché i miglioramenti economici previsti per il personale di ruolo. Senza contare che la riduzione di risorse deprimerà la contrattazione integrativa, in una situazione già grave per la mancanza di rinnovo contrattuale da tre anni, persino del primo biennio economico, che rende i lavoratori dell?Istat e del comparto ?ricerca? i più poveri fra tutti quelli dei comparti pubblici.

PER DARE AL PAESE STATISTICHE MIGLIORI

SERVONO FINANZIAMENTI

CHIEDIAMO

A TUTTE LE FORZE POLITICHE,

DI CAMBIARE QUESTA FINANZIARIA PER:

– Escludere l?Istat e gli altri Enti Pubblici di Ricerca dal blocco triennale delle assunzioni;

– Concedere all?ente i 18 milioni di euro mancanti necessari alle attività istituzionali per l?anno 2005.

FLC CGIL ISTAT UIL PA-UR ISTAT

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