Darfur: attesa per i negoziati

Il governo del Sudan ha accettato di mettere immediatamente fine all’operazione militare in corso nel Darfur meridionale.
A cura di amismp Lo ha annunciato il ministro degli esteri sudanese Moustpha Osman Ismail al termine di un incontro urgente tenuto a Khartoum con la diplomazia occidentale, rappresentanti delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana.
La decisione è stata presa, ha sottolineato Ismail, per “creare un’atmosfera utile per coloro che ad Abuja (sede dei colloqui di pace sul Darfur organizzati dall’Ua, ndr) devono decidere come andare avanti” e, a detta degli osservatori, potrebbe essere l’ultima speranza di salvezza dei negoziati. “Informeremo le nostre forze in Darfur di mettere immediatamente fine ai combattimenti. Non apriremo più il fuoco se non per rispondere a eventuali provocazioni dell’altra parte” ha detto Ismail ai giornalisti, sottolineando di aver chiesto all’Onu e all’Ua di far rispettare la tregua anche ai ribelli.
Le pressioni internazionali sembrano aver convinto Khartoum che ieri aveva rigettato l’ultimatum dell’Unione Africana pronta a sospendere i colloqui di pace in corso in Nigeria se il governo non avesse messo fine alle operazioni militari. Sabato, proprio mentre scadeva l’ultimatum, gli osservatori dell’Ua sul territorio diffondevano la notizia di un nuovo pesante raid aereo condotto dagli Antonov (bombardieri di fabbricazione russa) e dagli elicotteri dell’aviazione sudanese contro il villaggio di Labado, 65 chilometri a est di Nyala, capitale del Darfur meridionale. Khartoum aveva giustificato l’attacco, definendolo una risposta a una serie di violenze condotte dai ribelli in quella zona contro le truppe regolari, le postazioni di polizia e gli operatori umanitari. Ismail ha comunque sottolineato che alla cessazione delle operazioni militari non seguirà, per il momento, il ritiro delle truppe sudanesi dai centri abitati sottratti nelle ultime settimane al controllo dei ribelli. Resta da vedere se, una volta cessati effettivamente i combattimenti e gli attacchi di entrambe le parti, governo e ribelli riprenderanno i negoziati in corso ad Abuja, sospesi dai movimenti antigovernativi in segno di protesta contro le operazioni militari sudanesi.

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