Percorsi italiani de ‘La via del cotone’

Inizia oggi la Campagna “La via del cotone: Passaggio in Africa” promossa nell’ambito dell’osservatorio sul commercio Tradewatch che studia il caso emblematico del “continente dimenticato”, per far conoscere i problemi e gli interessi che si nascondono dietro la produzione del cotone. Vai a tutti Gli aggiornamenti e i materiali della campagna.
AI nostri microfoni Monica Di Sisto, di Roba dell’altro mondo:
A cura di amismp

Con il 31 dicembre 2004 esce definitivamente di scena l’Accordo Multifibre, quel trattato commerciale internazionale che, fin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, aveva regolato con tetti alle importazioni il commercio internazionale dei tessili e dell’abbigliamento. E’ un’eccezione alla liberalizzazione imposta dal GATT, il trattato commerciale internazionale adottato in quell’epoca e in vigore ancora oggi. Durante l’incontro ministeriale del GATT nel novembre 1959 fu il segretario americano al Tesoro a sollevare il problema del rapido aumento di importazioni nel suo Paese, lamentando le ripercussioni economiche e sociali subite. Fu così che Usa, Ue, Canada e Norvegia poterono fissare dei tetti massimi ai prodotti tessili che potevano provenire dagli altri Paesi, permettendo alle proprie imprese di settore di prosperare. Negli ultimi 10 anni questi limiti sono stati rimossi molto parzialmente e il grosso delle protezioni salterà con il Capodanno 2005.
La campagna “la via del cotone” vuole ribadire l’importanza di controllo per il mercato, dell’aiuto pubblico e delle reti di economia alternativa dal basso a sostegno dell’agricoltura familiare, biologica e di qualità, dicendo no ai sussidi che stracciano i prezzi sotto i costi di produzione e strozzano i piccoli produttori nel Sud del mondo.

E lo fa proponendo una collaborazione tra l’ong Mani Tese e la centrale del commercio equo ROBA dell’Altro Mondo, per sostenere di un progetto di sviluppo e produzione artigianale: mille sciarpine di cotone colorato, tessute nel rispetto dei diritti e della dignità delle artigiane africane, simbolo della campagna di sensibilizzazione che verrà lanciata ufficialmente a Genova. Un seme di speranza piantato a Mekete, campo profughi a ridosso della cittadina di Afabet in Eritrea, durante la terza offensiva sferrata dalle truppe etiopi contro il popolo eritreo: dal 2000 in questa zona semi-arida hanno trovato rifugio oltre 25mila persone, di cui 5.976 bambini con meno di 5 anni.

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