Alaska, continua l’emergenza per il cargo spezzato in due

Continua a far discutere la tragedia ambientale in Alaska dove si è spezzato in due un cargo che portava olio combustibile in prossimità delle isole Aleutine. Per Greenpeace questo nuovo disastro dovrebbe far riflettere i delegati che dal 6 dicembre fino al 17 sono a Buenos Aires per la Cop 10.

Ascolta l’intervista di Lorenzo Anania a Roberto Ferrigno, responsabile delle campagne di Greenpeace. (5’23”)
A cura di amisla

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Il continente americano è al centro delle più scottanti vicende ambientali di questi giorni. Al nord, il disastro ecologico che si sta consumando nelle acque delle isole Aleutine, cou un cargo spezzato in due che sta riversando nelle acque 1.600 tonnellate di olio pesante e 80 mila litri di gasolio; a sud, in Argentina, il vertice mondiale ambientale sui cambiamenti climatici (Cop 10 di Buenos Aires) che si sta concludendo.
Il questa occasione, Climate Action Network, la rete internazionale di organizzazioni ambientaliste ha assegnato il primo premio come “delegazione peggiore” nel contesto dei negoziati in corso a quella degli Stati Uniti che hanno chiesto di cancellare dall’ordine del giorno l’invio di input da questa Cop ad altre conferenze intergovernative.
A porre l’attenzione sulla questione è soprattutto Greenpace: “Mentre assistiamo all’intervento delle squadre che cercano di evitare che dallo scafo della nave fuoriescano 1.600 tonnellate di olio pesante e 80 mila litri di gasolio, ci domandiamo quanti anni ci vorranno per il ripristino ambientale… E’ ora di agire. Gli Stati Uniti, responsabili di un quarto delle emissioni di gas serra nel mondo continuano a comparire nelle cronache nere ambientali. Questo disastro petrolifero nel loro territorio, non lontano da dove Bush ha dato il via libera alle trivellazioni petrolifere dovrebbe far riflettere” afferma Roberto Ferrigno.
Intanto la Commissione Europea ha confermato l’inadepienza del governo italiano sui passaggi fondamentali per attuare il protocollo di Kyoto.

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