Guatemala condannato per strage di Maya

La Corte interamericana dei diritti umani (Cidh) ha condannato lo stato del Guatemala per la strage di Plan de Sánchez, avvenuta nel 1982, quando l?esercito uccise 268 contadini maya. Nel 2004, le organizzazioni a tutela dei diritti umani hanno contato 3.956 violazioni delle libertà individuali, tra cui centinaia di assassinii e abusi contro le donne.
A cura di amissg 73 milioni di quetzales (circa 9 milioni di euro). È questa la somma che lo stato del Guatemala dovrà versare ai superstiti e ai parenti delle vittime della strage di Plan de Sánchez, 18 luglio 1982. L?esercito attaccò la comunità indigena di Plan de Sánchez uccidendo 268 contadini e appiccando il fuoco alle loro abitazioni. Erano gli anni della presidenza ?de facto? di Efraín Ríos Monnt, considerato il ?responsabile materiale e morale? dell?eccidio.
Il tribunale dell?Organizzazione degli Stati americani (Osa) ha, inoltre, invitato lo stato a chiedere pubblicamente perdono alle vittime e a riconoscere la gravità dei fatti ?avvenuti nel contesto di una politica di genocidio?, portata avanti all?inizio degli Anni ?80.
È stato il ?Centro de acción legal para los derechos humanos? (Caldh)a presentare la denuncia contro lo Stato, il 1° agosto 2002. Il Caldh ha accolto con soddisfazione il verdetto ma ha anche denunciato la drammatica situazione dei diritti umani in Guatemala.
Intanto, l?annunciata creazione di un ufficio dell?Alto commissariato Onu per i diritti umani in Guatemala resta bloccata in Parlamento.

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