UE e diritti umani

Egregio Sig. Ministro,
il governo italiano deve finalmente riconoscere i principi dell’Unione Europea di “uguaglianza e non-discriminazione” includendoli nella propria politica. Membri di minoranze linguistiche, profughi e immigrati sono gruppi di fatto svantaggiati che hanno quindi bisogno di un sostegno particolare.
A cura di amismp Il governo deve quindi seguire le indicazioni della Commissione dell’UE. Nel corso delle consultazioni per il Libro Verde della Commissione europea per “l’uguaglianza e la non-discriminazione nell’UE”, l’88% degli intervistati ha dichiarato di volere delle misure contro la discriminazione dovuta a motivi razziali, di appartenenza etnica o religiosa, di visione del mondo, di inabilità o di orientamento sessuale. La metà degli intervistati ha anche dichiarato che l’UE dovrebbe occuparsi della discriminazione dovuta all’appartenenza ad una minoranza nazionale.

La nuova Commissione dell’UE si è a sua volta posta come priorità la ratifica dei diritti fondamentali e la lotta contro la discriminazione. Due linee guida del 2000 proibiscono già la discriminazione dovuta a motivi religiosi, di inabilità, età o genere. Queste linee guida hanno però una scarsa efficacia poiché vengono applicate solo lentamente e solo da alcuni paesi membri.
Leggi il comunicato completo sul sito de l’Associazione per i popoli minacciati

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