Lo sciopero dei lavoratori e la passione dei precari

Oggi, 30 novembre, sciopero generale proclamato unitariamente dai sindacati confederali. A essere chiamati in piazza contro la finanziaria sono i lavoratori italiani.

Le manovre del governo colpiscono i lavoratori ma a pagare maggiormente sono i disoccupati, le persone -sempre più numerose- che vivono a limite della sopravvivenza perchè precari e costretti ad una severa flessibilità. Questi persone non rientrano in nessuna categoria e sono soprattutto giovani.
Numerose le adesioni delle associazioni della società allo sciopero per protestare contro la politica del lavoro e per contrastare la precarietà.
L’intervista di Lorenzo Anania a Claudio Treves, del Dipartimento Politiche del lavoro della Cgil nazionale. Il suo sindacato non firmò la così detta riforma Biagi, al contrario di Cisl e Uil, che istituzionalizza la flessibilità in Italia.
A cura di red

Molti sono i punti di contatto tra le posizioni e le proposte della campagna Sbilanciamoci! e quella del sindacato: la critica ad una legge finanziaria antisociale e contro il mondo del lavoro e l’impegno di un modello di sviluppo diverso fondato sul welfare e l’equità, i diritti del lavoro e l’inclusione sociale.

Leggi il Il comunicato

Il taglio di 600 milioni di euro al finanziamento del Fondo per le Politiche Sociali, la mancata definizione dei liveas, il mancato fondo per la non autosufficienza e le inadeguate misure per contrastare la povertà sono alle base dell’adesione del Forum del Terzo Settore allo sciopero. Il Forum ha definito nei giorni scorsi la prima piattaforma congiunta con i tre sindacati proprio sulla manovra finanziaria. In particolare Terzo Settore e Sindacati richiamano l’attenzione su quattro punti di maggiore criticità. La mancata definizione dei livelli essenziali di assistenza sociale e il loro adeguato finanziamento; il taglio al Fondo per le politiche sociali che, già di per sé inadeguato, è passato da 1,884 a 1,276 milioni di euro; la mancanza di un fondo per la non autosufficienza; “ed infine – recita il documento – vi è un problema ineludibile che si è acuito nel tempo: quello delle famiglie povere per il quale non esiste un adeguato strumento di contrasto”.

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