Porti a rischio nucleare in Italia: I piani di emergenza inapplicati

In molti porti italiani (Augusta, Brindisi, Cagliari, Castellammare di Stabia, Gaeta, La Maddalena, La Spezia, Livorno, Napoli, Taranto e Trieste) è prevista la possibilità di transito e attracco di sottomarini a propulsione nucleare. Sottomarini per i quali è dimostrata un’altissima pericolosità, come sottolinea uno studio recentissimo del Politecnico di Torino
A cura di iris Questa attività comporta evidenti rischi per la popolazione civile, vista la possibilità che si verifichino incidenti dalle conseguenze gravissime per la salute pubblica e per l’ecosistema.
Fin dal 1995 esiste un decreto legislativo emanato in attuazione delle direttive EURATOM in materia di radiazioni ionizzanti, che disciplina l’emergenza nucleare riferita a situazioni determinate incidenti negli impianti nucleari e di incidenti derivanti dalla presenza di naviglio a propulsione nucleare nelle aree portuali.
Nel decreto, inoltre, si prendono in esame le misure di informazione della popolazione in merito alla protezione sanitaria e al comportamento da adottare per i casi di emergenza radiologica. L’articolo 129 (Obbligo di informazione) stabilisce che le “informazioni previste nella presente sezione devono essere fornite alle popolazioni senza che le stesse ne debbano fare richiesta. Le informazioni devono essere accessibili al pubblico, sia in condizioni normali, sia in fase di preallarme o di emergenza radiologica”. (…) La popolazione che rischia di essere interessata dall’emergenza radiologica viene informata e regolarmente aggiornata sulle misure di protezione sanitaria ad essa applicabili nei vari casi di emergenza prevedibili, nonché sul comportamento da adottare in caso di emergenza radiologica”.

Nulla di tutto questo è stato mai realizzato.
Con una interrogazione al governo fatta il 22 novembre 2004 l’on. Mauro Bulgarelli dei Verdi ha posto questa gravissima questione all’attenzione del parlamento e del ministero competente. Che, per bocca del sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento Cosimo Ventucci, ha candidamente ammesso che in effetti la legge non è applicata e che sono in corso indefiniti ‘aggiornamenti’ e ‘progetti di revisione’…
Ma ha anche affermato che sarà tolto, almeno in parte, il segreto militare dai piani di emergenza per le popolazioni. La classifica di sicurezza, infatti, impedendo la divulgazione delle pianificazioni, impediva che le popolazioni fossero informate sul rischio potenziale e reale a cui era ed è esposta.

Su un altro punto non ha invece dato alcuna risposta: il problema della mancata copertura assicurativa dei cittadini esposti al rischio nucleare: nessuna assicurazione privata risarcisce in caso di disastro nucleare. E nemmeno lo Stato risarcisce i danni a cose e persone in caso di incidente nucleare per ogni singolo cittadino danneggiato.

Sapere cosa circola nei porti del nostro paese è una impresa difficile e la storia degli incidenti nucleari avvenuti nella base navale americana della Maddalena e tenunti nascosti ce lo dimostra. Di conseguenza, è arduo sapere come difenderci in caso di incidente nucleare, sapendo fra l’altro che nessuno ha previsto un risarcimento in caso di contaminazioni e danni alle popolazioni.

http://www2.polito.it/didattica/climatechange/Maddalena.pdf’ target=’_blank’>L’insicurezza intrinseca dei sommergibili nucleari, Una ricerca del prof. M. Zucchetti e dell’ing. I. Binetti
del Politecnico di Torino

Interpellanza parlamentare dell’on. Bulgarelli del 22.11.04

http://www.altremappe.org/Maddalena/maddalenaelealtre.htm
‘ target=’_blank’>Dossier di Altremappe
“Il pericolo nucleare in Italia”

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