Comunicato comitato Pisticci

Apprendiamo con meraviglia da diversi comunicati stampa (Italia dei Valori, Verdi, Rifondazione Comunista, qualcuno della Margherita) che rispetto all’orientamento espresso con il voto nel consiglio provinciale di lunedì 22 novembre, le posizioni di alcuni membri della maggioranza di governo provinciale sulla centrale sono cambiate.
A cura di amismp D’un tratto sono tutti d’accordo che la scelta migliore rispetto alle esigenze energetiche della Val Basento è quella della riconversione dell’attuale centrale da 70 MWe (che produce 10 MWe, di cui 6 sono venduti all’Enel) con tecnologie più pulite.
E’ stupefacente come a parole siano tutti pronti a sostenere la linea da tempo espressa dal Comitato, mentre in sede di consiglio provinciale nessuno ha avuto la coerenza di reggere queste posizioni, accordando voto favorevole ad un emendamento scellerato che, ammettendo la disponibilità della provincia di Matera ad una centrale di potenza pari al fabbisogno energetico provinciale, spianava la strada all’intesa su una centrale da almeno 400 MWe. Tale intesa è stata palesata nel consiglio regionale del 23 novembre dal governatore regionale.

Ci stupisce poi come alcuni si ostinino a sostenere l’utilità di quell’emendamento, mentre altri si perdono in palesi contraddizioni quando dicono che il voto del consiglio provinciale doveva essere funzionale solo a rispondere alla richiesta da 760 MWe: se così fosse stato, non si spiega perché nel consiglio provinciale è stato portato un documento (frutto di una intesa in commissione ambiente) con sette punti in cui si andava ben oltre il semplice diniego alla proposta da 760 MWe né si comprenderebbe perché è stato ribadito pubblicamente essere, quello dell’alternativa al progetto cui ci si oppone, un dovere imposto dalla legge.
Ci appelliamo al buon senso dei politici coinvolti perché non è nostra intenzione scadere in querelle ad personam, ma per evitarlo serve il coraggio di affermare la verità. In ogni caso crediamo che l’invalidazione del voto del consiglio provinciale di lunedì 22 novembre rappresenti non una occasione persa, ma una occasione guadagnata, perché adesso sarà possibile ritornare in consiglio provinciale e votare una delibera coerente con la linea espressa dai vari comunicati stampa, meno ambigua e maggiormente capace di incarnare le esigenze di tutela della salute e dell’ambiente palesate dalle popolazioni. Diversamente, se le parole non saranno seguite dalla coerenza dei fatti, dovremmo ritenere inutili ed intrisi del più becero populismo e di un alto tasso di demagogia i chiarimenti forniti a mezzo stampa dai soggetti precedentemente elencati. Solo tornando nell’assise provinciale, dove si è consumato l’errore-orrore di quel deliberato, si potrà riparare allo stesso e non in sedi diverse e più comode, come quelle dei mass media. Bisogna riparare nella sede appropriata. Invitiamo tutti i rappresentanti politici che hanno cambiato opinione sulla necessità che il consiglio esprima un dimensionamento massimo sulla centrale ammissibile in Val Basento, qualora questa linea non fosse sostenibile per il persistere degli “inviti” di partito, a dimettersi dai partiti di riferimento ed a denunciare le pressioni ricevute ed ormai mal celate, affinché i rappresentanti politici possano finalmente incarnare le esigenze del corpus elettorale e non quelle della ragion di “stati maggiori”.

Bisogna rompere con un modo di intendere la politica come missione sempre e comunque collegata e subordinata alle richieste delle segreterie ed aprire la strada ad una nuova autenticità che veda i nostri rappresentanti istituzionali porsi, autenticamente liberi nelle coscienze, senza equivoci e pressioni di fronte ai problemi delle comunità. Uscite dai partiti e liberatevi dal giogo delle segreterie, dalle interferenze, dalle indebite ingerenze di figure non preposte al ruolo di amministratori locali. Non è più possibile servire Dio e Mammona né operare con contraddittorie piroette nel tentativo di salvare la faccia di fronte alla gente e la propria posizione nei ranghi delle segreterie. Ci vuole coraggio, ma riteniamo che quella di mettere a nudo la situazione interna alle organizzazioni politiche lucane sia l’unica strada percorribile affinché la Politica vera possa tornare a far pace con le popolazioni e ad incarnare le sue esigenze ed aspettative. La gente è stanca di burattini e burattinai e di giochi occulti che potrebbero destare le attenzioni di qualche inquirente. Di fronte ad una nuova coscienza verso i problemi della salute e dell’ambiente, che poi significa reale tutela del diritto alla vita, la collettività ha bisogno di politici veri, disposti al sacrificio e soprattutto di uomini liberi.

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