I grandi del mondo in Egitto per parlare di Iraq

SHARM EL SHEIKH – Il ministro degli esteri egiziano Ahmed Abul Gheit ha aperto i lavori dell’incontro tra i rappresentanti dei paesi confinanti con l’Iraq che avvia i lavori della conferenza internazionale di Sharm el Sheikh.
A cura di amisla La conferenza internazionale sull’Iraq che si apre oggi a Sharm el Sheikh, sul Mar rosso in Egitto, è nata su iniziativa del primo ministro iracheno ad interim Ayad Allawi. Seguendo lo stesso metodo delle Nazioni Unite, l’Egitto ha proposto una bozza di ”risoluzione” che è stata discussa ed emendata, nel corso di diverse riunioni al Cairo. Usa e Iraq chiedevano un sostegno senza condizioni alle elezioni a gennaio, Francia, Russia, Germania e Cina, avevano come obiettivo la conferma, sulla base della risoluzione del Consiglio di sicurezza 1546, di un processo sotto l’egida delle Nazioni Unite, che costringerebbe gli Usa a sottoporre il mantenimento delle truppe ad un vaglio internazionale.

Ai lavori parteciperanno il segretario generale dell’Onu Kofi Annan, l’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri Javier Solana, il segretario generale della Lega araba Amr Moussa. Fra i ministri degli esteri del G8 hanno confermato finora Colin Powell (USA), Michel Barnier (Francia), Jack Straw (GB), Joschka Fischer (Germania), Gianfranco Fini (Italia) e Serghiei Lavrov (Russia). Saranno inoltre presenti i ministri degli Esteri di Algeria, Arabia Saudita, Barhein, Canada, Egitto, Iran, Iraq, Giappone, Giordania, Kuwait, Siria, Tunisia, Turchia. La Cina mandera’ il suo rappresentante all’Onu, perche’ il ministro degli esteri Li Zhaoxing e’ al vertice Apec a Santiago del Cile. Partecipano anche l’Oci (Organizzazione della conferenza islamica) e il Nam (Movimento dei non allineati).

Sono previste due sessioni di lavoro e alla conclusione, domani pomeriggio, verra’ approvata una dichiarazione finale, che dovrebbe sottolineare il ruolo dell’Onu nel sostegno del processo politico e chiedere a Baghdad di indire una conferenza di tutte le forze irachene prima delle elezioni di gennaio.

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