Equo e solidale: progetti e movimenti

Il 20 novembre è partito un nuovo progetto equo e solidale per la produzione di cotone nel Continente dimenticato , che avrà come simbolo mille sciarpe colorate in vendita nelle piazze italiane e in molte Botteghe del mondo.
Ascolta l’intervento di Filippo Manucci, presidente dell’associazione Mani Tese, tra le promotrici del progetto.
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Rimanendo in tema, a Bologna si e’ svolto il confronto tra Banca Etica e Banca Intesa sulla possibilità di un nuovo modello di credito nonviolento.
Ascolta l’intervista di Lorenzo Anania ad Alessandro Messina dell’Associazione Finanza Etica, moderatore dell’incontro. (5’39”)
A cura di amisla

“La via del cotone: Passaggio in Africa” studia il caso emblematico del Continente Nero, per far conoscere i problemi e gli interessi che si nascondono dietro la produzione del cotone, per ribadire l’importanza dell’aiuto pubblico e delle reti di economia alternativa a sostegno dell’agricoltura familiare, biologica e di qualità, dicendo no ai sussidi che stracciano i prezzi sotto i costi di produzione e strozzano i piccoli produttori del Sud del mondo.
Gli obbiettivi dei promotori sono quelli di aiutare i produttori africani di cotone a puntare su prezzi rimunerativi e migliorare le performance delle imprese agricole familiari attraverso l’accesso a tecnologie e sistemi di finanziamento etico.
I finanziamenti sono il vero obbietivo di studio del commercio equo e solidame. Approfondiamo l’argomento con le conclusioni dell’iniziativa promossa da Banca Etica: “IV Giornata della Banca Etica” conclusasi questo week end a Bologna. Numerosi gli incontri per riflettere sull’uso del denaro e della finanza, come le iniziative per sviluppare attività di sensibilizzazione e per contrastare la tendenza a considerare condizioni necessarie e sufficienti per lo sviluppo due libertà: quella d’azione dell’impresa e quella di movimento dei capitali. Negli incontri si sono indicati nuovi percorsi, nuove modalità per dare concretezza, anche in campo economico e finanziario, al bisogno di una maggiore coerenza con i valori di giustizia, di solidarietà, di tutela dell’ambiente che stanno alla base di uno sviluppo sostenibile e solidale. La grande notizia e’ il “mea culpa” degli istituti di credito tradizionale, a cominciare da Banca Intesa che per prima si sta avviando verso una sensiilita’ di bisogno di legalità e trasperanza del sistema bancario.
I contadini che si ribellano alle politiche neoliberiste non sono solo in Africa, infatti gli agricoltorii sudcoreani protestano contro possibili nuove aperture del mercato locale alle importazioni di riso dall’estero. E la polizia di Seul li ha dispersi con la forza. Sono stato molti i dimostranti fermati dalle “forze dell’ordine” mentre si dirigevano verso la Casa blu, il palazzo presidenziale, urlando la loro opposizione al piano del governo di raddoppiare la quota annua di riso, come sancito dagli accordi con l’Organizzazione mondiale del commercio [Wto].
I timori dei contadini sudcoreani sono più che fondati: a dicembre scade una clausola grazie alla quale la Corea del Sud è riuscita a rimandare per dieci anni, vale a dire dalla sua entrata nella Wto, la completa liberalizzazione del suo mercato interno del riso con l’impegno ad acquistare il 4 per cento del fabbisogno annuo da nove altri grandi produttori mondiali.

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