Democrazia in Turchia e questione Kurda

L’ingresso della Turchia nell’Unione Europea può avvenire a condizione che le riforme annunciate siano concretamente attuate in tutto il paese e che la Turchia accetti di aprire un negoziato sul riconoscimento dei diritti e dell’identità del popolo kurdo, sulla violazione dei diritti umani, sul caso Ocalan e sui profughi politici. Questa la premessa della conferenza stampa organizzata dall’associazione Azad (che in Curdo significa Libertà) alla Sala Gialla del Senato della Repubblica.
Ascolta il servizio di Lorenzo Anania
A cura di amisla

Presenti anche i senatori Gigi Malabarba – capogruppo di Rifondazione Comunista – e Daria Bonfietti, esponente Ds della Commissione straordinaria sui diritti umani al Senato. Il loro intervento si è concentrato sulla grande opportunità che l’ingresso in Europa dovrebbe dare al processo di democratizzazione interna della Turchia, la quale si ostina a negare l’esistenza di una “problema Kurdo” nonostante che i Kurdi in Turchia siano circa 20milioni sui 75milioni totali. “La Commissione straordinaria sui diritti umani al Senato – ha dichiarato la Bonfietti – si augura di poter avere il giusto ascolto nelle opportuni sede quando sarà messo all’ordine del girono l’ingresso della Turchia in Europa. Il nostro sarà un ruolo di monitoraggio non solo sulla questione kurda, ma più specificatamente su ciò che ci compete: i diritti umani”.
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